Dati ufficiali: rieletto Saakashvili

da Tbilisi

Mikhail Saakashvili, alla fine, ce l’ha fatta. Il presidente uscente della Georgia, leader della «rivoluzione rosa», fautore di una linea filoamericana assai sgradita alla Russia e desideroso di vedere il suo Paese ammesso nella Nato e nell’Unione Europea, è stato riconfermato nella sua carica con il 52,8 per cento dei voti espressi alle presidenziali di sabato.
Il conteggio ufficiale ha alla fine confermato a grandi linee le indicazioni degli exit poll, che mostravano Saakashvili rieletto al primo turno, sia pure con una maggioranza assoluta nettamente inferiore a quella plebiscitaria (il 94%) uscita dalle urne quattro anni fa. Per tutto il giorno, tuttavia, il risultato è stato in bilico, e a lungo durante il conteggio è parso probabile un inatteso ballottaggio con il principale avversario, Levan Gachechiladze, che alla fine ha raccolto il 25 per cento circa.
Prima ancora della proclamazione del verdetto elettorale, circa diecimila manifestanti dell’opposizione erano scesi, come preannunciato nella piazza Rike, la principale della capitale Tbilisi, per contestare la correttezza delle operazioni di voto. La loro denuncia di brogli è stata raccolta solo parzialmente dagli osservatori internazionali presenti ai seggi: fonti dell’Osce hanno ammesso qualche «carenza» nella gestione del voto, ma hanno confermato la sua validità. Gli sconfitti non si danno comunque per vinti e annunciano di voler continuare la loro battaglia «con mezzi legali e politici». Disordini non ce ne sono stati, e questo è un buon segno per la Georgia.