A Davagna le campane suonano per tutti

Che il mondo vada avanti a suon di tasse è risaputo da secoli, ma quel che capitò nel paese di Marsiglia in quel di Davagna, conta ben pochi esempi. Si racconta che verso la fine del 1800 il campanile della chiesetta del paese dedicata a San Giovanni Battista si ritrovò con una campana stonata in quanto vecchia e malandata. Il parroco riunì gli addetti alle cure della struttura ecclesiale, detti fabbricieri, e chiese loro come si potesse provvedere per una nuova campana. Soldi c'è n'erano pochi e per metterli insieme in quel povero paese ci sarebbe voluto troppo tempo, decine di anni considerando la media annuale delle elemosine. Il parroco, forte della sua autorità temporale, fece decretare un oblazione obbligatoria per tutte le famiglie a favore della nuova campana da comprare. I fabbricieri accolsero con calore e convinzione la proposta. «Ogni famiglia dovrà contribuire per la somma richiesta per la nuova campana con l'agevolazione anche della somma da versare se in condizioni di vera povertà», ma tanta sensibilità dei casi veniva subito annichilita dalla minaccia: «Se la famiglia non pagherà per qualsiasi motivo il debito assegnato, alla morte del capofamiglia le campane rimarranno mute a disdegno di tutta la parentela».
La somma richiesta a quei tempi era pari al salario di un mese! Passarono poco più di sessant'anni e la storia venne a ripetersi, ma in versione più umana. Altra campana andata in malora e necessità di comprarne una nuova. Riunione dei fabbricieri, il conteggio di cassa era sufficiente per l'acquisto della campana, ma non si poteva coprire la spesa del trasporto dalla «carrozzabile» sottostante del villaggio di Calvari alla chiesa di Marsiglia. Soluzione? Presto fatto, si precettarono tutti gli uomini di età tra i diciotto e cinquantanove anni; per chi non poteva partecipare venne fissata una tassa di lire dieci per pagare il sostituto «foresto». Chi si rifiuterà di partecipare al trasporto della campana, «egli con tutta la sua famiglia sarà escluso dal suono delle campane per ottant'anni» in occasione dei funerali. Battino e Colina, marito e moglie in quel di Marsiglia poveri di terra e di ogni altra cosa, riunirono i giovani figli e imbastirono un simile discorso: «Figlioli cari, non vi venga in mente di indebitarvi o pagare qualsiasi cifra in questi ottanta anni per noi tutti. Da morti noi le campane non le sentiremmo comunque e se i vivi vogliono farsi la camminata sino al cimitero con la compagnia della musica lo facciano pure, ma a spese loro». Così fu e per la prima volta nella storia del paese i funerali nella famiglia di Battino e Colina raccolsero in silenzio le lacrime sincere dei familiari facendo a meno del suono delle campane. «Quel funerale fu tanto triste, ricorda Sergia Giulia Cevasco che compirà tra pochi giorni 98 anni, che da allora ogni qualvolta che c'è un funerale, le campane suonano per tutti».