Davanti alle quinte Aragozzini inizia un’altra vita

È l’uomo della fuga dei cervelli, Modugno a Broadway a cantare per gli americani Volare ce l’ha portato lui. E poi ce l’ha anche riportato a New York, dopo la malattia, nel 1991, al Carnegie Hall. E ha esportato Dalla e Morandi nel 1995, quella volta al Madison Square Garden. E poi Renzo Arbore e Miami, Buenos Aires e San Paolo del Brasile. Però li ha anche importati, i cervelli. Nel primo dei suoi tre Sanremo (89-90-91) ha introdotto le star internazionali, ha fatto duettare Ray Charles con Toto Cutugno, per intendersi, ha eliminato il play-back e ha introdotto il ritorno delle grandi orchestre di oltre cinquanta elementi (quelle che non lanciavano gli spartiti). Poi gli è venuta l’idea di affidare la conduzione dell’Ariston ai «figli di»: Gianmarco Tognazzi, Rosita Celentano, Danny Queen e Paola Dominguin. Quelli presero un sacco di papere ma i giornali ne parlarono molto e l’idea fu senza dubbio carina. Tutta opera sua. Di Adriano Aragozzini. Tutto questo e molto di più, a dire il vero. Fu anche suo il Sanremo della coppia «fuori sincrono» Dorelli-Carlucci, quello dell’eliminazione di Jo Squillo a favore di Pupo, la festa per la Statua della Libertà a New York e cose così. C’è stato Aragozzini (ex patron di Sanremo, ora produttore) dietro a un sacco di cose. E oggi hanno deciso di portarlo davanti. Abbiamo difficoltà a contare le vite di Adriano almeno quanto abbiamo difficoltà a contarne le donne (tre mogli, l’ultima ha 32 anni meno di lui che ne ha 72, un flirt, a detta sua, con Tina Turner, un corteggiamento subito, sempre a detta sua, da parte di Loredana Bertè), però sappiamo che ne è iniziata un’altra. In principio fu Chiambretti, come spesso accade. Che decise di rispolverarlo nel suo Markette. Da allora, ad Aragozzini, siamo stati costretti a dare un volto, una risata (piuttosto mefistofelica), a sapere cosa pensi di Sanremo, della varia umanità che intasa il tubo digerente e talvolta indigesto del piccolo schermo, dei naufraghi della Ventura. Apparentemente simpatico, potenzialmente greve, sempre e comunque ridanciano, eternamente anni Ottanta. Mercoledì era l’opinionista della prima puntata dell’Isola dei famosi e scherzava con l’ex tronista della De Filippi che a sua volta scherzava sulle natiche di una co-naufraga. In studio c’erano la fidanzata per nulla contenta del ragazzone e Aragozzini. Che dava il suo contributo spiegando che è difficile «guardare e non toccare». E per noi era difficile capire che, quello stesso Aragozzini a cui avremmo preferito continuare a non dare un volto, fosse lo stesso che, da dietro, la tv la sapeva fare grande.