Ma davanti alle ville dei potenti cassonetti vuoti e strade pulite

Nei quartieri-bene della città il problema immondizia non esiste. Aiuole fiorite vicino alla casa del sindaco Jervolino

da Napoli

Questa non è la storia delle tremila tonnellate di spazzatura che invadono Napoli o delle oltre diecimila che assediano una cinquantina di comuni della provincia. No, questo è il racconto della «monnezza» che non c'è, che in certi luoghi della città più sporca e a rischio infezioni d'Europa, non c'è mai stata. Zone franche, dove le «aiuole» di rifiuti, lunghe anche trecento metri, larghe dieci a alte fino ai primi piani dei palazzi, non si sono mai viste. E neppure i vigili del fuoco si sono mai visti, per spegnere le fiamme appiccate ai cumuli dalla gente esasperata.
Prendiamo via Posillipo, la lunga, tortuosa e bella via che si affaccia sul mare del golfo e vede a sinistra il Vesuvio e di fronte Capri. Sarà un caso, ma qui, dove vivono i ricchi della città, l'emergenza rifiuti non è mai arrivata. Niente a che vedere con Scampia o Pianura, l'Arenaccia o parte del Vomero, Casoria o Arzano. No, Posillipo è diversa, qui, soprattutto, vive il vip dei vip di Napoli, la cui presenza ha autocondizionato i vertici dell'Asia (l'azienda incaricata per accolta - si fa per dire - dei rifiuti), a tenerla sempre sgombra dalla spazzatura. Questo vip è Antonio Bassolino, il potente presidente della Regione Campania, già sindaco di Napoli per due legislature, gia' Commissario straordinario per la emergenza rifiuti in Campania, da quattordici anni al potere, da quattordici anni in emergenza rifiuti.
I due ingressi del parco dove vivono Bassolino e signora, la senatrice dei Ds, Annamaria Carloni, non hanno niente in comune con le tante chiese, scuole, ospedali, edifici, che negli ultimi tempi fanno notizia sui giornali, perche' circondati dalla spazzatura, che ne impedisce addirittura l'ingresso. E che dire dei cassonetti, tenuti come delle bomboniere: vuoti come dovrebbero esserlo tutti i cassonetti durante il giorno, puliti dentro e fuori. E la strada: buona per farci un pic nic, tanto è pulita. Da queste parti, i vigili del fuoco non sono mai venuti, per spegnere le fiamme, appiccate a quelle che sono state definite delle mini discariche a cielo aperto. «Qui, sembra di stare in Svizzera ma, con tutta la gente importante che ci vive, è normale. E poi, c'è quello lì», spiega una commerciante di piazza San Luigi, indicando con il dito il parco dove vive il fortunato Antonio. Ma, il tono della donna non è trionfalistico: '«l resto della città è asfissiata dai rifiuti: no, non mi sento una privilegiata».
Via Duomo, nel centro di Napoli. Anche qui, ieri, c'era un pezzetto di Svizzera. La spazzatura non deborda dai cassonetti, cumuli in questa strada non se ne vedono anche se, a poche centinaia di metri, alla Stazione centrale o ancora più in là, all'Arenaccia, o al Centro direzionale o San Giovanni a Teduccio, si rivedono le «aiuole», dieci, venti metri di rifiuti, che invadono marciapiedi e strade. A via Duomo, invece, no. Qui, vive Rosetta Russo Iervolino, il sindaco di Napoli che, in piena emergenza della emergenza rifiuti, ha annunciato ai suoi concittadini che, la tassa sulla spazzatura (Tarsu), sarebbe aumentata a partire dal prossimo anno.
Forse non ha santi in paradiso, invece, Dino Di Palma, il presidente della Provincia, «Verde», fedelissimo di Pecoraro Scanio e di Bassolino. Proprio ad un ecologista della statura di Di Palma, doveva accadere di avere la spazzatura in stile periferia, davanti a casa sua, in via Arenaccia, a poche centinaia di metri dalla Stazione centrale, il suk di Napoli.
Niente, comunque, in confronto alle strade del Centro direzionale. Ad una fermata dell'autobus, ieri pomeriggio, una quindicina di persone era costretta a stare al centro della carreggiata, perche' il marciapiede, l'esterno della pensilina e parte della strada, erano invasi dalla spazzatura. Una montagnola di rifiuti, una discarica a cielo aperto, della quale i quindici si sono liberati, quando, con tradizionale ritardo, è arrivato il bus. Come sono lontani Bassolino e Iervolino. Qui, non e' la Svizzera: qui è Napoli.