Davanti al Pupone arbitri sempre genuflessi

Al di là delle sviolinate dei sempre noti, ieri la Roma ha mostrato tutto quanto non andrebbe fatto (risultato a parte) su un campo di calcio. Ed anche l’Udinese. Subito un gol, Doni e Panucci hanno litigato così a lungo, così bene e in modo così eclatante da ritagliarsi il posto da prima pagina nello show calcistico. Capita a tutti, Panucci è un esperto in materia, Doni si è fatto prendere dai nervi ed ha mollato uno schiaffetto al compagno: ad ognuno le sue colpe. Ma a Panucci quelle del gol. E a tutti e due andava detto che così non si fa, soprattutto durante una partita. Anzi, Doni ringrazi: quello schiaffetto, a termini di regolamento, poteva valere una espulsione. Figuriamoci, tra tante dimenticanze!
Poi ci si è messo Totti con il suo forbito parlare in inflessione romanesca. L’arbitro si è preso tre «vaffa...» di fila per una colpa lieve. Ma anche fosse stata colpa grave, l’arbitro non può accettare tre «vaffa!». Totti è stato ammonito, quando invece meritava l’espulsione come tutti i comuni mortali del calcio. Una volta di più, è stato dimostrato che per il capitano della Roma gli arbitri hanno occhio di riguardo: spesso si confondono, altre volte non vedono, ogni tanto chiudono due occhi. Totti è un re e lo sapevamo. Ma quando insulta, commette falli, fa il furbo, insomma quando fa il Totti vecchio stile (vedi nazionale e affini) rispolvera un fluido magnetico che imbarazza e immobilizza tutti (gli arbitri). Come se i poveri uomini col fischietto vedessero un imperatore davanti al quale far genuflessione.
Non solo gli arbitri. Ieri è stato illuminante ascoltare i commenti televisivi sul suddetto maleducato (si potrà dire, almen fuori da Roma?) e le sue dolci parole. C’era chi sosteneva che non andava punito, anzi capito. Chi, a malapena, vedeva una colpa. Sì, forse ha esagerato dopo il primo «Vaffa!», si è lasciato sfuggire Spalletti. Chi ha pensato che la colpa andasse addebitata all’arbitro: o faceva finta di niente o espelleva. Chi ha compreso il travaglio interiore del malcapitato fischietto: si è trovato sulla strada del Pupone mentre stava per tirare. Ha sentito il peso della colpa ed ha capito di meritarsi almeno parte degli insulti.
Nessuno, invece, che si sia scandalizzato per il comportamento di un giocatore famoso, importante, portatore di messaggi positivi, come dicono i suoi adoranti sostenitori. Maleducato, come non dovrebbe, seppur in un momento di rabbia.
Totti non ha forse il dovere di contenersi per dare un minimo di buon esempio? Possibile che gli debba essere concesso sempre tutto, come la legge non fosse uguale per tutti. Ma disuguale solo per Totti? Quando diciamo che Totti è un idolo, e un esempio, per i bambini, pensiamoci bene.
Infine l’Udinese. Ha deragliato, come ogni tanto le capita a fine campionato. Dopo aver segnato, rischiato di raddoppiare e mandare a casa la Roma, s’è fatta mollacciona e senza mira. Come si dice? Il lupo perde il pelo, non il vizio. Buon per la Roma, peggio per gli altri.