Davanti al video 2 ore e mezzo al dì

Il sondaggio: solo il 3% dice di non guardarla. Ma per la maggioranza c’è poca qualità

Chi disprezza, compra. O meglio, guarda. La Camera di commercio ha intervistato 315 milanesi per capire il loro rapporto con la televisione. Quasi tutti la guardano (esiste un 3 per cento che nega di accendere lo schermo), anche se molti ne danno un giudizio negativo. «Lei come valuta la televisione italiana?» è stato chiesto. I giudizi negativi («non molto bene», «male» e «malissimo») sono stati il 58 per cento. Tolto un altro 7,9 per cento di indifferenti, resta «solo» un 31 per cento di soddisfatti. Per tutti, la decisione è stata presa pensando soprattutto alla qualità dei programmi e poi all’obiettività dell’informazione.
La ricerca spiega anche quanto e cosa guardano i milanesi. La maggior parte degli spettatori accende lo schermo meno di due ore al giorno (47 per cento), uno su tre rimane davanti al video dalle due alle quattro ore. «La media generale è di due ore e mezzo». La fascia oraria più gettonata è la prima serata. Quanto ai programmi, i più seguiti sono i tg (34 per cento), seguiti da film (25) e programmi di approfondimento giornalistico o politico (12). I varietà battono i reality 5 per cento a 3.
«Ma perché lei guarda la televisione?» hanno chiesto i sondaggisti. «Per essere informato sugli avvenimenti della giornata», ha risposto la maggior parte degli intervistati, il 47 per cento. Uno su quattro ha confessato di accendere la tv «per trascorrere il tempo», una cosa più frequente tra le donne: «Il 30 per cento accende la televisione per ingannare il tempo o farsi compagnia, mentre tra gli uomini c’è un 2 per cento che la sfrutta come sonnifero, la notte».
I ricercatori hanno chiesto infine che cosa vorrebbero in più i milanesi dalla televisione. «Vedere canali esteri» è stata la risposta più frequente (15 per cento). La maggior parte ha detto però che la tv va bene così com’è. Alla fine sembra proprio così: chi disprezza, guarda.