David Booker, l’ecodesign in un castello di carta

Scatole, imballaggi usati, essenzialmente cartoni. Sono i soggetti davvero inusuali che conferiscono alla mostra «Castelli di Cartone», fino al 12 maggio allo Spazio Guicciardini della Provincia di Milano (via Guicciardini 6, per informazioni: 02-77406381, www.provincia.milano.it/cultura), un carattere davvero particolare. Protagonisti di quest’arte originale sono i disegni di David Booker, esposti in prima assoluta in occasione dei 150 anni della nascita della Provincia, evento attorno al quale ruotano una serie di spettacoli, esposizioni, rassegne, convegni e film.
L’applicazione nell’ecodesign del cartone ondulato (in inglese corrugated) appartiene ormai al nostro quotidiano e da alcuni anni sta prendendo piede anche nel settore dell’arredo in generale e del mobile in particolare. Ma nelle arti visive contemporanee è diventato un elemento non solo di supporto, bensì essenziale per la ricerca di nuove forme d’arte. Va detto che, mai prima d’ora, era stato messo al centro dell’opera come soggetto/oggetto. Il merito va dunque all’australiano David Booker, che lo ha fatto con inventiva e intelligenza. Classe 1954, l’artista ha viaggiato parecchio venendo a contatto con le culture di mezzo mondo e cercando proprio nuove forme da utilizzare come sculture i cui echi emergono dai suoi lavori figurativi. Dopo un lungo periodo passato in Thailandia, ha completato la formazione artistica a Sydney, a Hobart in Tasmania e a Roam. Significativo il periodo trascorso in Italia: tra il 1974 e il 1982, infatti, ha vissuto a Carrara, lavorando per opere monumentali in marmo, fondamentali per il consolidamento della sua tecnica. Ma l’Italia rimane protagonista della sua vita e della sua attività. L’artista vive in Umbria dal 1989, in un casale di Montegabbione, nel Ternese, adibito anche a laboratorio. Solo nel 2008 ha però iniziato a esporre le sue opere su carta, come quelle che ritroviamo allo Spazio Guicciardini. Negli ultimi anni Brooker ha indirizzato la sua attenzione alle svariate forme che il cartone ondulato può assumere se, esaurite le sue funzioni «elettive», diviene oggetto di contemplazione.
Possono nascere così dalla fantasia e dalla materia scorci insoliti di cartoni vuoti che, come in un teatro delle ombre, proiettano in bianco e nero storie inedite. Stiamo parlando di un ecomateriale, dunque, che nei disegni dell’artista diviene inesauribile fonte di ispirazione. Se si guarda all’attività preminente di David Booker, la scelta di questi soggetti appare ancora più sorprendente: è davvero forte il contrasto tra le figure massicce in marmo e queste «nature morte» di sagome fragili. A ben vedere, si intuisce comunque la stessa mano: le forme danno l’impressione di essere scolpite con la matita in un fitto incrociarsi di segni che ripetono l’intreccio dei gesti sulle superfici «texturate» delle sue sculture.
In Italia, quella del cartone ondulato è una realtà ben rappresentata da Gifco/Gruppo Italiano Fabbricanti di Cartone Ondulato: associazione no profit che opera da molti anni nella promozione e per l’utilizzo di questo materiale reciclabile e naturale al cento per cento, sponsor anche di questa mostra della Provincia. Il percorso espositivo di David Booker proseguirà con l’esposizione «Cartonboard Castles»: grandi disegni in grafite e pastello che l’australiano esporrà al Castello medievale di Sarteano (Siena) dal 18 luglio al 29 agosto. Così come le sue più «tradizionali» sculture in marmo, maestose e originali, proseguono il loro cammino in musei, collezioni ed esposizioni internazionali.