David Halevim, la difficile arte di donare l’arte

David Halevim è una persona stramba. Dico stramba per disegnare un uomo di cultura, sensibilità, piacere della vita, tra detti piaceri anche quello di raccontare barzellette, ridere su tutto, giocare con il mondo. Eppoi tornare serioso e serio quando si parla di antichità, alla voce tappeti, arazzi, opere d’arte. Dove sta l’errore? Non c’è errore. Annota l’almanacco che Halevim conta cinquantadue anni, è nato a Milano e ha origini che uniscono l’oriente e l’occidente, contando avi persiani, ebrei, russi. È stato uno dei maggiori esperti e mercanti (sostantivo maligno ma non per Hallevim) di reperti antichi nel campo dei tappeti e degli arazzi, secondo un indirizzo da lui scelto dopo che il padre si era esercitato nel commercio all'ingrosso di tappeti, ma Halevim ha aperto i propri interessi anche alle proposte delle nuove generazioni artistiche. Per tornare all’aggettivo strambo, sta trascorrendo la settimana festivaliera di Sanremo come amico di Piero Chiambretti, di cui è stato ospite e ancora componente del cast di Markette, oltre ad avere interpretato ruoli in alcuni film, altra passione forte e sincera di David. Ma se Sanremo è Sanremo, Halevim è David e dunque ha trovato il tempo per risalire a Milano e fare una donazione di cinque opere di artisti al museo del Novecento. La mostra è esposta fino al 28 maggio presso l’Electronic Lounge dello scalo di Malpensa, là dove partono e arrivano milioni di persone da e di ogni dove, parte e arriva anche l’arte di Roberto Cuoghi, Massimo Grimaldi, Pietro Roccasalva, Patrick Tuttofuoco, Anna Gaskell, quattro autori italiani e una americana, cinque artisti presenti con i loro video che spiegano, illustrano come loro stessi intendono e «fanno» l’arte, che è pittura, scultura, installazione, fotografia sempre concettuali. La donazione di Halevim ha un valore ritenuto attorno ai 60mila euro ma il significato dell'iniziativa non è affatto mercantile. La cerimonia, che si è svolta alla Malpensa, ha ricevuto la «benedizione» di Vittorio Sgarbi. Raccolti i coriandoli, Halevim è tornato a divertirsi a Sanremo con le opere dell’artista Chiambretti Piero da Aosta, poi emigrato a Torino.