Dc: la nuova Camaldoli di Publio Fiori

L'ex parlamentare invita 420 ex parlamentari della Democrazia Cristiana a ritrovare lo spirito costituente di quegli intellettuali cattolici che si riunirono nell'eremo benedettino nel 1943

Roma - Il leader di Rifondazione Dc, Publio Fiori, già esponente della corrente andreottiana e poi di An, ha inviato una lettera a 420 ex parlamentari della «balena bianca». Oggetto della missiva: la convocazione di una «nuova Camaldolì» per i cattolici oggi emarginati dalla politica. L'obiettivo dell'ex ministro dei Trasporti nel primo governo Berlusconi è ambizioso: ravvivare quello spirito costituente che nel luglio del 1943 vide la futura dc riunirsi nel monastero benedettino di Camaldoli, in provincia di Arezzo, per elaborare le tesi portanti della presenza cattolica nella società che di lì a quattro anni avrebbero trovato piena cittadinanza nella carta costituente. Il lavoro dei camaldolesi proseguì a Roma sotto la guida dell'Icas, l'Istituto cattolico di attività sociale (vicino ad Azione cattolica), e, nella primavera del 1945, diede come frutto la pubblicazione di «Per la comunità cristiana. Principi dell'Ordinamento sociale» Curatori del testo furono esponenti della futura intellighentija democristiana: Sergio Paronetto, Ezio Vanoni, Pasquale Saraceno e Giuseppe Capograssi rielaborarono i 76 enunciati definiti nelle discussioni del convegno camaldolese. L'intento odierno, secondo Fiori, è la realizzazione di un progetto culturale, politico e istituzionale che, facendo riferimento ai principi e ai valori del cattolicesimo politico, formuli proposte idonee al superamento dell'attuale crisi. «Se i cattolici, che sono stati di fatto emarginati dalla vita politica nazionale, intendono riproporre la loro presenza - dice Fiori - lo debbono fare mediante una proposta culturale che, a somiglianza dell'esperienza di Camaldoli, formuli un nuovo Codice che indichi quali debbano essere i punti programmatici e le riforme necessarie per evitare il declino dell'Italia». In pratica, una nuova ricerca della «terza via» alternativa all'«utopia collettivista» e al «mito liberista». Sono passati 66 anni, ma le parole sembrano le stesse di Alcide De Gasperi e del suo mentore, il cardinale Montini, poi diventato Paolo VI.