Dda: "A Roma è guerra, le bande vogliono la città" Magliana, preso Nicoletti

Sull'omicidio di Flavio Simmi, ucciso ieri con 9 revolverate, indaga la Dda che parla di "guerra tra bande per conquistare la Capitale". Arrestato Nicoletti, cassiere della banda della Magliana

Roma - Regolamento di conti nel mezzo di una guerra fra bande.  "L’omicidio avvenuto a Prati si inserisce nel quadro di una guerra tra bande criminali per il controllo del territorio romano". Lo spiegano in ambienti della Dda di Roma che sta indagando sulla morte del 33enne Flavio Simmi. "Parlare del gruppo della Magliana può essere riduttivo, anche se dall’operazione Colosseo (del 1993) in poi alcuni personaggi hanno continuato a essere presenti nel panorama della malavita".

La gambizzazione e l'omicidio Ecco perché indagando sul percorso "storico" di questi soggetti e setacciando la vita e le frequentazioni di Simmi, gli inquirenti confidano di poter arrivare a identificare chi ha preso parte all’agguato avvenuto ieri mattina in via Grazioli Lante. Il fascicolo dell’omicidio è stato riunito a quello della gambizzazione di Simmi, che risale allo scorso febbraio. "Il delitto - chiarisce chi indaga - non viene inquadrato come un episodio isolato legato esclusivamente a questioni personali, familiari o sentimentali: stiamo prendendo seriamente in esame tutto un contesto di criminalità ed è questo il motivo per cui è impegnata la Dda".

Ascoltata la compagna Occhiali da sole per coprire un volto pallido, stanco e provato. Disorientata e ancora incredula per quel che è successo ieri, Paola Petti, compagna di Simmi, è stata ascoltata nuovamente dagli investigatori della squadra mobile di Roma. La donna ha lasciato per il momento la casa che divideva con il suo compagno ed attualmente si trova in quella del suocero. Questa mattina lasciando l’appartamento è entrata in una Smart, accompagnata da una donna, probabilmente la sorella, e non ha voluto commentare la tragedia che ha vissuto ieri mattina. Nel cortiletto dell’appartamento, sorvegliato da una telecamera, al piano terra nella zona di Monteverde Vecchio, dove abitavano i genitori di Flavio, c’è un via vai di parenti e amici.

Arrestato il cassiere della banda della Magliana Anche per lui in mattinata sono scattate le manette. Si tratta di Enrico Nicoletti, di 84 anni, a carico del quale pende l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di millantato credito, truffa, usura, falso, riciclaggio e ricettazione. Si tratta dell’ultimo atto dell’operazione "Il Gioco è fatto", per la quale la mobile di Roma, guidata da Vittorio Rizzi, aveva già eseguito nell’ottobre scorso una prima tranche di misure cautelari, e per la quale la scorsa settimana la divisione anticrimine ha eseguito un sequestro preventivo di beni per un valore di circa 2,5 milioni di euro.

L'operazione Secondo gli investigatori, Nicoletti era a capo di un sodalizio criminoso che, attraverso il millantato credito, truffava ignare vittime interessate all’acquisto di beni immobili, oggetto di aste giudiziarie. Proprio a lui erano destinati i proventi dell’attività illecita, poi reinvestiti in attività commerciali e beni immobili. Questa mattina è finito in manette anche il suo braccio destro, Alessio Monselles, di 68 anni, arrestato dagli uomini della guardia di finanza, che avevano effettuato nei suoi confronti degli accertamenti di natura patrimoniale. Monselles aveva il ruolo di factotum tra Nicoletti e gli altri associati, anche con compiti ben precisi nella ricezione dei proventi ricavati e nella consegna al "capo". Gli investigatori della questura hanno lavorato in sinergia con il sostituto procuratore della Repubblica Ceniccola e il procuratore aggiunto Capaldo, che hanno seguito l’intera vicenda giudiziaria conclusasi oggi.