Ddl Intercettazioni, Fini: "Ho dubbi sul testo" Schifani: "Non giudico temi in esame Camera"

Fini sul ddl in Senato: "Sia affrontato con più attenzione". Schifani: "Non giudico temi all'esame della Camera". Fini replica: "Non rinuncio a ruolo politico". Il testo torna all'esame della commissione Giustizia

Roma - Alla fine, dopo una giornata di botta e risposta a distanza tra i presidenti delle due camere, gli emedamenti al disegno di legge sono stati rinviati in commissione Giustizia. Il presidente del Senato, Renato Schifani, infatti, ha rinviato gli emendamenti presentati dal Pdl per "favorire un ulteriore momento di dibattito e di approfondimento". Lo ha spiegato la seconda carica dello Stato parlando in Aula a Palazzo Madama. Pertanto la seduta dell’Aula di domani è sconvocata.

Fini: "Si deve ancora riflettere" "Il disegno di legge sulle intercettazioni deve ancora far riflettere e deve essere affrontato con maggiore attenzione in special modo dalla maggioranza". Lo ha detto il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, oggi a Santa Margherita Ligure, durante una premiazione che lo vede nelle vesti di scrittore per il libro intitolato "Il futuro della liberta" dedicato ai giovani nati nell’anno della caduta del muro di Berlino. "Non sono sicuro che in questa situazione sia utile usare la scimitarra riguardo ai 75 giorni, quale termine massimo, delle intercettazioni telefoniche. In questo caso, a volte, è utile usare il fioretto". No alla norma transitoria e il Parlamento deve riflettere ancora. "È eccessivo, a mio avviso, l’uso delle intercettazioni telefoniche che in Italia è 5 volte superiore a quanto avviene negli Usa".

Intercettazioni Il presidente della Camera aggiunge: "Non sposo la tesi di chi dice che la legge non serve. Basta pensare che le spese per le intercettazioni in Italia sono cinque volte maggiori di quelle degli Stati Uniti d’America. Mi sembra che ci sia stato un uso eccessivo". Fini critica anche "l’effetto strascico, che porta ad ascoltare cose non attinenti all’indagine". 

Fini: "Alla Camera si potrà intervenire" Il dibattito sulle intercettazioni dovrà affrontare "le questioni che non sono state valutate bene specialmente dalla maggioranza". Lo dice il presidente della Camera Gianfranco Fini, che aggiunge: "Se i deputati alla Camera lo riterranno necessario si potrà intervenire". 

Schifani: "Non giudico temi alla Camera" "Da quando sono Presidente del Senato non mi sono mai occupato di dare valutazioni politiche sul merito di argomenti all’esame di questo ramo del Parlamento. Il ruolo del Presidente del Senato è quello di essere garante delle regole e dei diritti della maggioranza e dell’opposizione. È un dovere di terzietà. Men che meno mi sognerei di dare giudizi politici o di merito su argomenti all’esame dell’altro ramo del Parlament. Lo afferma, visibilmente irritato, il Presidente del Senato, Renato Schifani, conversando con i giornalisti.

La replica di Fini: "Non rinuncio a ruolo politico" "Rispetto totale per l’autonomia del Senato. Il presidente Schifani non può però fingere di non sapere che prima di presiedere la Camera ho contribuito a fondare il Pdl, di cui anch’egli è espressione. Sulle questioni relative alla legalità e all’Unità nazionale non ho intenzione di desistere dallo svolgere un ruolo politico". Lo dichiara il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini rispondendo al presidente del Senato sulla questione delle intercettazioni. 

Quagliariello: "Fini ha conflitto d'interessi" "Fini ha un problema estremamente serio dal punto di vista istituzionale: è al tempo stesso Presidente di una Camera e leader di una minoranza. Fini ha le armi istituzionali per evitare questo inconveniente e per mettere rimedio a questo conflitto di interessi". Lo afferma il vicepresidente dei senatori Pdl, Gaetano Quagliariello, sulle dichiarazioni di Fini sul ddl intercettazioni, attualmente in discussione in aula al Senato.