Ddl intercettazioni, il Pdl tratta con i centristi E Wikipedia si autosospende per protestare

Wikipedia si è autosospesa per protestare
contro il ddl: qualunque pagina gli utenti provino ad aprire, il sito fa apparire un comunicato per
spiegare le ragioni del dissenso. Intanto continua il dibattito politico. La finiana Bongiorno tratta con il Pdl. L'Udc apre alla maggioranza, il Pd protesta

Non si potrà pubblicare il contenuto delle intercettazioni fino alla cosiddetta ’"udienza-filtro", cioè fino al momento in cui il magistrato non farà una selezione tra gli "ascolti" rilevanti per il processo e quelli che non lo sono. Il divieto varrà anche per quelle intercettazioni che verranno trascritte in atti emessi prima di tale udienza come, ad esempio, le ordinanze di custodia cautelare. E' questo il tentativo di mediazione che offre il Pdl al Terzo Polo nella speranza di riuscire ad allargare il consenso sul provvedimento, come spiega il capogruppo del Pdl in Commissione Giustizia della Camera, Enrico Costa, "oltre il confine della maggioranza". Ma centristi e finiani restano freddi di fronte alla "mano tesa" della maggioranza.

Mentre il dipattito politico va avanti, Wikipedia si è autosospesa per protestare contro il decreto. Qualunque pagina gli utenti provino ad aprire, il sito fa apparire un comunicato per spiegare le ragioni del dissenso: "Con le norme del ddl intercettazioni non esisteremo più. Sarebbe un’inaccettabile limitazione della propria libertà e indipendenza". "Negli ultimi dieci anni, Wikipedia è entrata a far parte delle abitudini di milioni di utenti della Rete in cerca di un sapere neutrale, gratuito e soprattutto libero - si legge nel comunicato apparso solo nella versione italiana del sito - oggi, purtroppo, i pilastri di questo progetto - neutralità, libertà e verificabilità dei suoi contenuti - rischiano di essere fortemente compromessi dal comma 29 del cosiddetto ddl intercettazioni". "Tale proposta di riforma legislativa, che il Parlamento italiano sta discutendo in questi giorni, prevede - si legge nella nota on line - tra le altre cose, anche l’obbligo per tutti i siti web di pubblicare, entro 48 ore dalla richiesta e senza alcun commento, una rettifica su qualsiasi contenuto che il richiedente giudichi lesivo della propria immagine. Purtroppo, la valutazione della 'lesività' di detti contenuti non viene rimessa a un Giudice terzo e imparziale, ma unicamente all’opinione del soggetto che si presume danneggiato". Il sito fa sapere che vuole "poter continuare a mantenere un’enciclopedia libera e aperta a tutti. La nostra voce è anche la tua voce: Wikipedia è già neutrale, perchè neutralizzarla?".

Nel frattempo il presidente della commissione Giustizia alla Camera, Giulia Bongiorno, che ha lavorato per circa due anni alla stesura del ddl insieme al pdl Niccolò Ghedini, si è espressa contraria a un ulteriore stravolgimento del testo. Da qui la minaccia di fare "un passo indietro" come relatore del provvedimento. In realtà, tutto il Terzo Polo ha detto "no" al tentativo di mediazione del Pdl, ma ha rilanciato su due questioni piuttosto "spinose", come quella del tribunale collegiale come ulteriore "sforzo" nella trattativa.

L’Udc non ha, tuttavia, sbattuto la porta in faccia alla maggioranza. Decisione onsiderata come "un gesto significativo" da Costa. "Non ci aspettavamo subito un sì alla nostra proposta di mediazione - ha sottolineato l'esponente del Pdl - ma la decisione di ritirare le pregiudiziali la guardiamo assolutamente con favore". "Il nostro emendamento - ha continuato Costa - spero diventi concretamente una base di lavoro comune".