Ddl risparmio, via libera in Commissione

La vigilanza sul settore bancario resterà a Bankitalia. Più trasparenza per i prodotti finanziari

da Milano

È arrivato nella tarda serata di mercoledì il via libera delle commissioni finanze e industria e del Senato al ddl risparmio, che passa ora all'esame dell'aula. I senatori hanno votato gli emendamenti agli articoli dal 24 al 42, più quelli all'articolo 14 che erano stati accantonati. Le commissioni hanno concluso l'esame del provvedimento, dando mandato ai relatori, Maurizio Eufemi (Udc) e Giuseppe Semeraro (An), a riferire in aula. Secondo i due il ddl potrebbe essere approvato entro luglio.
Le commissioni di Palazzo Madama sono state impegnate per quasi quattro mesi sull’analisi del disegno di legge, al quale sono stati presentati circa 380 emendamenti. Modificato, ma non stravolto, il testo licenziato dall'aula di Montecitorio il 3 marzo scorso. I senatori hanno confermato le indicazioni della Camera sui temi più controversi, dal mandato del governatore della Banca d'Italia alla vigilanza sulla concorrenza del settore bancario, che resta in mano Palazzo Koch.
Unico tema sul quale le decisioni delle commissioni del Senato hanno sollevato un vespaio di polemiche è stato l'emendamento dei relatori che congela al 30%, dal primo gennaio 2006, l'esercizio dei diritti di voto delle fondazioni nelle assemblee delle banche. Emendamento che riguarda da vicino il Monte dei Paschi di Siena, ma non solo.
È stato inoltre sciolto il nodo del conflitto d'interessi tra banche e imprese: la Banca d'Italia deciderà, valutando caso per caso e in base alla partecipazione detenuta, il livello d'indebitamento che gli azionisti di una banca o i sottoscrittori di patti di sindacato possono detenere nei confronti della banca stessa.
Grazie a un accordo bipartisan è stato approvato l'emendamento che comporterà l'obbligo di prospetto per tutti i prodotti finanziari e l'applicazione della disciplina dell'offerta fuori sede anche a tutti i prodotti finanziari; l'applicazione degli obblighi di comportamento e di contenuto dei contratti anche al collocamento di prodotti finanziari emessi da banche e assicurazioni. Tra le altre novità che saranno sottoposte al senato, spicca il ripristino dei poteri della Covip, che tornerà ad essere l'authority sulla previdenza complementare, come previsto dalla riforma delle pensioni, consentendo anche il decollo della previdenza integrativa.
In arrivo anche un’ulteriore stretta sulle società off-shore, operanti cioè nei cosiddetti «paradisi fiscali»: la Consob fisserà i criteri «in base ai quali è consentito alle società italiane quotate in borsa e a quelle emittenti strumenti finanziari diffusi tra il pubblico in maniera rilevante di controllare imprese con sede in uno di questi stati». Per i piani di stock option destinati ai manager delle società, la Consob avrà un ruolo chiave. Per evitare abusi la commissione nazionale per la borsa detterà le regole a cui dovranno attenersi le società quotate per i piani di stock-option. Le agenzie di rating, inoltre, non sono più sottoposte all'obbligo di comunicazione delle informazioni privilegiate, allineando così la legislazione italiana a quella internazionale. Infine, l'incarico delle società di revisione durerà sei anni con la possibilità di rinnovarlo una sola volta.