Ddl risparmio, ricomincia il braccio di ferro

Al Senato è subito spaccatura sui poteri di via Nazionale in materia di Antitrust

Antonio Signorini

da Roma

In Senato riprende vigore la battaglia sui poteri di Bankitalia in materia di Antitrust. Ieri nell’aula di Palazzo Madama è iniziata la discussione del disegno di legge per la tutela del risparmio alla quale seguiranno le votazioni. I tempi per approvare il provvedimento sono risicati perché incombe la sessione di bilancio che assorbirà la gran parte dell’attività parlamentare fino alla fine dell’anno, ma questo non ha impedito ai senatori di rimettere al centro del dibattito la questione del passaggio del controllo sulla concorrenza bancaria dall’istituto guidato da Antonio Fazio al Garante per la concorrenza del mercato. Il senatore di Forza Italia Gianpiero Cantoni ha illustrato il suo emendamento nel quale si prevede il trasferimento dei poteri all’Antitrust, mentre il relatore Maurizio Eufemi (Udc) ha criticato la richiesta sottolineando la correttezza dell’attuale normativa. Ieri era prevista la replica dei relatori e del governo, ma il sottosegretario all’Economia Maria Teresa Armosino ha rinviato a oggi il suo intervento proprio per valutare le novità sull’antitrust emerse durante il dibattito.
Mercoledì scorso il ministro Domenico Siniscalco aveva detto di volersi rimettere al dibattito parlamentare, ma secondo alcune agenzie di stampa esponenti del governo hanno avuto una serie di contatti con membri dell’opposizione proprio per valutare l’opportunità di insistere sulla norma che era già stata accantonata nel corso del dibattito nella commissione Bilancio di palazzo Madama.
L’atteggiamento di via XX settembre non è piaciuto al centrista Eufemi: «Sulla Banca d’Italia - ha protestato - il governo ha deliberato un intervento legislativo. Sul trasferimento di funzioni all’Antitrust, no». Sull’altro fronte, Cantoni ha rivolto una critica opposta al titolare dell’Economia dal quale avrebbe preferito «una più precisa presa di posizione» per il trasferimento. Il muro contro muro rischia di dilatare eccessivamente l’iter del ddl. E per esorcizzare un pericoloso rinvio sine die è sceso in campo lo stesso presidente dell’Antitrust Antonio Catricalà: «Spero che il Parlamento arrivi ad approvare la legge. Il dato antitrust - ha assicurato - non è decisivo anche se importante».