Ddl risparmio, si profila il voto di fiducia

da Roma

Slitta il voto sulla legge per la tutela del risparmio, e si avvicina l’ipotesi della fiducia sul provvedimento atteso da oltre due anni.
In attesa delle decisioni del governo, ha preso il via ieri, in un’aula della Camera semivuota, la discussione sul provvedimento che, fra l’altro, riforma la Banca d’Italia. Ma dalla seduta non sono emerse novità: i parlamentari aspettano le decisioni del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che ieri si trovava in Israele. Tremonti ha annunciato nei giorni scorsi di voler lavorare a modifiche del testo, soprattutto sugli articoli del provvedimento che riguardano Bankitalia.
In particolare, dovrebbero essere accolti i rilievi della Banca centrale europea sul nuovo assetto azionario della nostra banca centrale, e sulla maggiore collegialità nel processo decisionale. C’è poi da risolvere, sempre sull’acquisto da parte pubblica delle quote di Bankitalia in mano alle banche private, il problema della valutazione: il servizio bilancio della Camera ha chiesto, in proposito, alcuni chiarimenti sull’ammontare degli oneri per il bilancio dello Stato.
In aula sono stati presentati circa 70 emendamenti. Sulle ipotesi di modifica incombe tuttavia la strettezza dei tempi. Il «sì» al provvedimento era previsto entro questa settimana, per consentire l’avvio del voto in aula sulla legge finanziaria. Ma le prime votazioni slittano almeno a domani, e non si esclude che si vada alla prossima settimana. Secondo il sottosegretario all’Economia Maria Teresa Armosino, l’obiettivo principale del governo è «quello di non far saltare la legge». Ma se Tremonti dovesse decidere di presentare più emendamenti al testo, e non si trovasse un’intesa con il centrosinistra, il ricorso alla fiducia diventerebbe probabile. «Se non ci sarà la disponibilità dell’opposizione ad approvare le modifiche in tempi rapidissimi - spiega Giorgio Jannone (Fi) - si dovrà fare necessariamente ricorso a un doppio voto di fiducia, alla Camera e al Senato». «Aspettiamo che Tremonti venga in aula a portarci le proposte di modifica su cui confrontarci», replica Mario Lettieri (Margherita).
Un emendamento presentato da Jannone prevede maggiore collegialità delle decisioni nel Direttorio di Bankitalia: «È una modifica in linea con gli input del ministro dell’Economia», dice il deputato azzurro che però trova sulla sua strada il «no» di un altro parlamentare di Forza Italia, il senatore Luigi Grillo. «È un errore ritenere che una struttura che poggia sul principio gerarchico, qual è il Direttorio di Bankitalia, possa trasformarsi per legge in struttura completamente collegiale».