Con de Ana «Tosca» geniale per immagini, voci e timbri

Un prodigio: sul palcoscenico di Como e poi in Lombardia, Tosca. È uno spettacolo fantastico, geniale: Hugo de Ana immette la vicenda, intensamente recitata, dentro superfici irregolari e trasparenti, dove si arrestano o scorrono, anche moltiplicandosi, ed angolate ciascuna a suo modo, immagini filmate della guerra che coinvolge il Papa e Napoleone, poveri oppressi e nobili oppressori, presenze e gesti di personaggi, ritratti, raffigurazione di pensieri. C'è un direttore un po' bolso, che va avanti in una sua pigra consuetudine, Lukas Karytinos; ma c'è una compagnia di canto che dà tutto quello che può, così che alla fine è lodevole e credibile: Walter Borin col suo timbro tenorile sincero, Alberto Gazale anche se tende a strascicare un po’ le frasi nel suo color vocale bellissimo, Domenico Colaianni che dà una vera lezione di recitazione comica ed umana mai prevedibile o banale nella parte del sagrestano; ed Anna Raspagliosi, dalla dizione magistrale e sicurissima negli acuti, bella protagonista. Luci stupende come in quadri memorabili armonizzano l'azione al suo «inside»: e tutto sta perfettamente dentro la fantasia nostra e quella di Puccini.