De André: in mostra una vita d’amore e note

A parlare di Faber si commuove. A vedere tanta gente, tanti genovesi che gli rendono omaggio si dichiara un pochino confusa. A stringerla tra le braccia, confortandola, da una parte il sindaco Marta Vincenzi. Dall'altra uno dei collaboratori della mostra, il giornalista Rai Vincenzo Mollica. L'applauso è forte. Il più forte, per lei, arrivata con leggero ritardo ieri mattina da Milano a Palazzo Ducale. Un filo di trucco, i capelli biondi lisci, i pantaloni color tabacco e un maglione panna con il collo alto. Un giaccone. Semplice. Affettuosa con tutti. Pensieri profondi. Proprio come Faber. Dori Grezzi ha presentato ieri mattina, alla presenza pure del governatore ligure Claudio Burlando, la mostra intitolata a suo marito Fabrizio De André che si apre oggi nel sottoporticato. Con gli occhi lucidi.
«Fabrizio considerava Genova - spiega - come una sua mamma. Era veramente attaccato alla sua terra di origine. Ringrazio la città per l'impegno con cui si è voluto, ancora una volta, ricordarlo».
Un omaggio di Genova al suo celebre concittadino e cantautore a dieci anni dalla sua scomparsa. Un'idea venuta a Luca Borzani e accettata con entusiasmo da tutti quelli che ammirano e vogliono bene all'autore di Creuza de ma e di tanti altri successi. Non è una mostra come le altre. Ci mancherebbe. Proprio come Faber. Ci vuole più della solita oretta per visitarla e capirla nella sua interezza. È stata realizzata in modo interattivo. Va a scavare anche nella vita intima e ci sono documenti e filmati inediti.
«Genova per Fabrizio De André - racconta il sindaco - non è mai stata un'immagine stereotipata. Semmai contraddittoria. Quando ci si mette, ha fatto lui, dalla parte di prostitute e di emarginati, ci si mette dalla parte della nostra città».
«Molti della mia generazione - dice il presidente della Regione - sono cresciuti e hanno seguito le canzoni e soprattutto i testi di De André, con grande entusiasmo. Adesso ho un figlio. Pure lui canticchia Faber. Ecco, lui è un grande perché è stato in grado di parlare anche a generazioni differenti dalla sua. Speriamo di ripetere il successo della mostra anche a Palazzo Grillo, nel centro storico genovese, dove verrà ospitata la sede della Fondazione De André. Siamo a un passo dall’accordo con i responsabili perché si possa finalmente trasferire la struttura da Milano così da avere una sede fissa a Genova».
«La mostra è un abbraccio di Genova - spiega Borzani - nei suoi confronti. Un omaggio della città per chi come lui ne è stato uno straordinario cantore, ma non soltanto. È un percorso artistico e umano».
L'esposizione di Palazzo Ducale si conclude il 3 maggio. Insieme a Mollica hanno collaborato alla realizzazione anche Vittorio Bo, Guido Larari e Pepi Morgia con la regia di Studio Azzurro. Il percorso, suddiviso in cinque sale, non è stato suddiviso rigidamente per aree tematiche e cronologiche, ma è organizzato in modo tale da rendere il racconto e la rappresentazione visiva, testuale, musicale, densi di suggestioni e emozioni per un vasto pubblico. Ognuno, in sostanza, potrà di volta in volta scegliere quale immagine di Faber sviluppare per sé, in relazione col proprio vissuto. La mostra affronta i grandi temi della poetica del cantautore genovese. Dalla società del benessere e dal boom economico degli anni sessanta, agli emarginati e ai vinti, alla libertà, all'anarchia e all'etica. Senza dimenticare le donne e l'amore e i luoghi rappresentativi della sua vita. Tutti in modo da dare il senso della sua capacità di parlare all'individuo, ma, allo stesso tempo, di essere universale, riconosciuto e amato dalle persone di ogni genere e età. Accanto all'esposizione ci sono pure alcune scene originali delle sue tournée come i tarocchi giganti, falsi d'autore, le grandi vele e le reti da pesca. Ma anche, nella prima sala, i manoscritti di alcune canzoni, fotografie e videointerviste a Faber e i suoi strumenti di lavoro. Dalla postazione originale con microfono al leggio alle casse e alla sedia su cui è appoggiata la sua giacca blu fino a tre delle sue chitarre originali e il suo prezioso mandolino genovese.