De Benedetti affossa il duale e i fondi esteri si ribellano

da Milano

Management & Capitali torna all’antico. Dopo essere stata tra i pionieri della «governance duale» con l’introduzione dei consigli di sorveglianza e gestione, la società fondata da Carlo De Benedetti riabbraccia quella tradizionale del cda, che meno nettamente separa le competenze di manager e azionisti. L’assemblea straordinaria di M&C ha dato ieri il via libera alla modifica statutaria. A votare a favore è stato il 36,8% del capitale sociale sul 40,4% presente in sala.
Il presidente e fondatore di M&C, Carlo De Benedetti, ha motivato la proposta di modifica dello statuto con il fatto che «nel corso degli ultimi due anni, lavorando, si è visto che il sistema duale è risultato barocco, richiedendo molti adempimenti che non ci sembrano necessari», inoltre «è un sistema che dà più complicazioni che altro. La forma tradizionale ci sembra più efficace». Ma le motivazioni di De Benedetti non hanno convinto i fondi. Rcg Pb di Peter Cohen che detiene il 4% del gruppo ha votato contro avendo anche la possibilità di esercitare il diritto di recesso. Fra quanti si sono astenuti figura Golden Tre AM, che il sito Consob indica in possesso del 4,1%. Gli altri azionisti con quote superiori al 2%, a parte De Benedetti e SeconTip (Tamburi Investment Partner), sempre secondo il sito Consob, sono Hsbc (2,7%), Della Valle (3,6%), Schroder (4,8%), Bim (4,9%, Murad Corporation (2,7%), Sal Oppenheim (4,5%), Centaurus (3,1%), Goldman Sachs (5,7%) e Cerberus (5,8%).
Affrontando poi la questione degli investimenti alla luce dei 415 milioni di liquidità che la società ha in cassa, De Benedetti ha spiegato: «Non abbiamo fretta di investire perché prevedo che continuerà un periodo di deflazione sui mercati. E oggi i soldi valgono più degli asset. Gli azionisti mi dovrebbero ringraziare per non aver investito». E Tamburi ha aggiunto: «Oggi i nostri soldi valgono il doppio e nei prossimi mesi diventeranno ancora più preziosi».