De Bock: «Con la qualità si domina la sfida mondiale»

La strategia del gruppo e i risultati positivi ottenuti dalla filiale italiana

«Dopo l’acquisizione di Dunlop il gruppo si sta consolidando sempre di più con grande beneficio per la ricerca e lo sviluppo tecnologico di nuovi prodotti e i servizi al cliente. Oggi soddisfiamo tutte le fascie del mercato con una vasta gamma di prodotti e siamo gli unici al mondo ad avere due premium brand, quali Goodyear e Dunlop, passando per Fulda, fino ai prodotti di più larga distribuzione, come Sava e Debica. Vantiamo il più ampio mix di prodotti». Arthur De Bock è il presidente europeo del gruppo Goodyear, il colosso Usa degli pneumatici che nel 2006 ha superato per la prima volta la soglia dei 20 miliardi di dollari di giro d’affari, il 3% in più rispetto al 2005. Il risultato è stato ottenuto nonostante gli scioperi di fine anno che hanno penalizzato l’attività produttiva.
Presidente, l’Europa è tra i mercati che più vi stanno premiando...
«In Europa siamo focalizzati su mercato, strategie di marketing e innovazione. Esiste una forte squadra di manager in tutti i settori e l’Italia è uno dei Paesi che può essere portato come esempio per i risultati ottenuti nell’attuazione di questi obiettivi e principi».
Ci parli dei rapporti con le case automobilistiche...
«È estremamente importante lavorare insieme ai grandi costruttori europei per sviluppare nuove tecnologie di prodotto quali, a esempio, il Runonflat, cioè le gomme che non si sgonfiano, anche se si bucano. Ci sono importanti benefici per la sicurezza e una maggiore tranquillità per il cliente. Ci preme lavorare con i grandi costruttori per offrire tecnologie innovative: la massima soddisfazione del cliente è il nostro obiettivo».
In Italia qual è il concorrente più insidioso?
«I nostri maggiori competitor, da sempre, sono Michelin e Bridgestone. Ma anche marchi come Continental, Pirelli e Yokohama. Oggi il mercato mondiale è molto competitivo: ogni giorno ci si deve confrontare con molta attenzione».
E quindi?

«La competizione fa parte della nostra cultura aziendale. Se guardiamo all’Italia, da alcuni anni siamo cresciuti sensibilmente grazie al lavoro svolto dall’ad Alessandro Coggi che ha interpretato nel modo migliore questa mentalità».
Una fabbrica in Italia, dopo quella che avete chiuso a Cisterna di Latina, avrebbe potuto procurarvi un maggior business, grazie anche alla ripresa della Fiat?
«La nostra visione dev’essere mondiale. E poi pensiamo alla specializzazione dei nostri siti verso il prodotto: pesante, agricoltura, vettura e moto. Non abbiamo più una fabbrica in Italia, ma ce ne sono in Germania, Polonia, Est Europa e Cina. Vantiamo una forte capacità logistico distributiva che ci garantisce la necessaria capacità di soddisfare clienti e mercati».
Temete un invasione di pneumatici «low cost» dall’Asia?
«Non temiamo la concorrenza di produttori “low cost” che importano per lo più prodotti di fascia bassa. La qualità, oggi, è sovrana per la competizione. Nel 2007 lanceremo 6 nuovi prodotti sviluppati in collaborazione con i maggiori costruttori europei».