DE CHIRICO Al via i restauri dei «Bagni Misteriosi»

«Il restauro partirà nell’immediato e con un preventivo contenuto»: Vittorio Sgarbi ne è certo. L’assessore alla Cultura di Milano oggi è a Ferrara per la quattordicesima edizione del Salone dell’arte del restauro che chiama a raccolta gli esperti italiani in questa tecnica sapiente e necessaria per la vita del nostro patrimonio artistico. La prima delle quattro giornate vede tra i protagonisti quell’intervento «immediato e dal preventivo contenuto» di cui parla Sgarbi: il restauro sui “Bagni Misteriosi” di Giorgio De Chirico.
Per anni emblema del degrado culturale della città - le mani di vandali infierirono tanto quanto gli agenti atmosferici -, ora la celebre fontana di Parco Sempione è pronta a rinascere. Tutto è nelle mani di Gianfranco Mingardi, responsabile ed esecutore del restauro, che oggi spiegherà al pubblico ferrarese come interverrà nel corso dei prossimi sette mesi, questo il tempo necessario per rimettere a nuovo la metafisica opera. «Due aspetti rendono l’intervento interessante - spiega -: il restauro vero e proprio e la conservazione futura della fontana».
Per capirci qualcosa in più dobbiamo andare indietro nel tempo, a quel giorno del ’73 quando De Chirico presentò ai milanesi la sua creazione, realizzata a seguito della mostra «Contatto arte città» curata da Giulio Macchi. I documenti della Rai mostrano un De Chirico che dipingeva in tutta fretta il fondale della fontana il giorno dell’inaugurazione, funestato dalla pioggia. L’acqua continua a essere la protagonista di questa vicenda: «L’opera è fatta di cemento armato e di morbida pietra di Vicenza. La pellicola di colore non è stata trattata da alcuno strato protettivo e quasi subito si deteriorò per la pioggia», spiega il restauratore.
Non è tutto: i «Bagni Misteriosi», con i nuotatori, il cigno, la palla, la cabina, il pesce e il sole ben noti ai milanesi, da fontana metafisica si trasformarono in fontana reale. «La gente amava salire sulle sculture e venne rotto un braccio di un nuotatore - racconta Mingardi -: si decise allora di far defluire l’acqua, per allontanare le persone e creare una vera e propria fontana». L’intervento aumentò i danni, considerato che l’umidità e il gelo invernale furono assorbiti dalla pietra.
In periodi più recenti, come ricordano le cronache, atti vandalici completarono il degrado dei “Bagni Misteriosi” con la rottura degli arti delle due figure umane e del collo del cigno tanto che nel ’97 si stabilì di mettere una protezione per delimitare l’area. Da allora gli originali scultorei dei nuotatori giacciono in Triennale, ma Sgarbi intende rimetterli al proprio posto: «Non ci saranno problemi: una copertura impedirà alle intemperie di rovinare la fontana e questa rientrerà nel recinto di pertinenza della Triennale così da non dover temere atti vandalici su questa opera tanto popolare».
Chiamato a vigilare sull’intera operazione, sponsorizzata da Mapei, è quel Giulio Macchi da cui tutto è iniziato: «Sarà lui la nostra memoria storica», conclude Sgarbi. Sciolti gli ultimi nodi burocratici, Mingardi si metterà al lavoro: ci sono da eliminare le stuccature e le tubature dell’acqua, bisogna assemblare le parti (nuotatori compresi), ristuccare e consolidare: infine, fissare il filtro protettivo. «L’opera necessita di una copertura, altrimenti tra poche stagioni saremo da capo», commenta l’esperto. Bisogna proteggere questi «Bagni Misteriosi» che De Chirico pensò come opera estemporanea (e metafisica), perché fisicamente vivono qui, sotto il cielo di Milano.