De Corato: «Il prefetto fermi il botellon»

Il tam tam sul web è già partito. Domani, in Bicocca, è tempo di «botellon», una serata a base di alcol ed eccessi. Per il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato si tratta di «un raduno non autorizzato che, lo testimoniano questo tipo di incontri svolti in passato, rischia di mettere a repentaglio la sicurezza dei partecipanti e del quartiere». Così, per prevenire atti di inciviltà, il vicesindaco ha scritto al prefetto Gian Valerio Lombardi e al questore Alessandro Marangoni «auspicando la presenza di un adeguato numero di agenti delle Forze dell’ordine, che possa scongiurare le situazioni di criticità che si verificano nel corso di queste manifestazioni, le cui conseguenze ricadono poi sulla cittadinanza e, in particolare, sui residenti».
«È una falsa questione - aggiunge poi De Corato - dire che l’amministrazione spegne il divertimento. L’amministarzione tutela la sicurezza e la legalità. Perché questa sorta di rave party all’aperto si trasformano puntualmente in un raduno per migliaia di ubriachi, musica fino all’alba, quintali di rifiuti lasciati sul posto. Degrado di cui paga poi la collettività perché poi gli operatori dell’Amsa impiegano decine di ore di lavoro per ripulire. Senza tenere conto dei rischi recati da un mix di euforia, sostanze alcoliche e altre non sempre legali che circolano in queste occasioni. Eventi abusivi in spazi inadeguati senza autorizzazione di occupazione del suolo pubblico, di somministrazione di alcolici e di diffusione musicale non sono ammessi. A tutela innanzitutto dei partecipanti. E dei residenti che hanno il diritto a non doversi sorbire il baccano e lo scempio del quartiere».
In Bicocca, però, è tutto pronto. In piazza Ateneo Nuovo decine di ragazzi si preparano al raduno. Una notte per consumare all’aperto bevande alcooliche o analcoliche, bibite, tabacco, passare una nottata in compagnia, suonare, ballare e chiacchierare in alcuni spazi della citta senza la necessità di spendere denaro in locali, pub o discoteche. Con buona pace di quei residenti che la notte di domani la passeranno in bianco.