De Corato: «Sinistra ormai ostaggio dei centri sociali»

Tafferugli e disordini al corteo contro il razzismo organizzato per ricordare Abdul, il diciottenne originario del Burkina Faso sprangato a morte davanti a un bar di via Zuretti qualche giorno fa. Impossibile cercar di placare gli animi dei teppisti scatenati. Un pugno di ragazzi di colore suoi amici e poi i tanti teppisti dei centri sociali: il Cantiere ed Eterotopia di Milano, Fornace di Rho, il Barattolo di Pavia, Telos di Saronno e Magazzini 47 di Brescia. Professionisti del tafferuglio, del pomeriggio ad alta tensione. Allenati alla guerriglia urbana, allo scontro con poliziotti e carabinieri.
Di «speculazione politica», parla il vicesindaco Riccardo De Corato. «Milano - le sue parole - non crede al razzismo. Ma sulla vicenda del ragazzo ucciso c’è una parte, la sinistra radicale, che si ostina a rinfocolare una congettura smentita dagli organi inquirenti, dai magistrati, dal questore, dal prefetto, dal capo della Mobile». A confermarlo i numeri che parlano di 176mila residenti stranieri (il 13 per cento dei milanesi), 7mila bambini nelle scuole, 817 matrimoni misti, 11 milioni di euro spesi dal Comune per i dodici campi rom autorizzati. «È una città abbruttita dall’egoismo e dalla profonda insicurezza sociale - attacca invece Augusto Rocchi, ex sindacalista ed ex deputato, oggi nella direzione nazionale di Rifondazione Comunista - Milano ha paura del diverso ed è stata indotta al razzismo». Anche l’attrice Ottavia Piccolo vede in questi episodi «un distacco della società civile. Non c’è dubbio, è venuta fuori una mentalità razzista». Per Moni Ovadia «questi episodi sono causati dalle forze che per far politica giocano con la paura e l’insicurezza». «Se solo al quinto corteo in sei giorni si registra qualche migliaia di partecipanti - la replica di De Corato - appena 7mila dopo il flop delle quattro manifestazioni precedenti che non hanno registrato più di 500 adesioni, ciò dimostra che il centrosinistra, se vuole contare, deve stare a rimorchio dei centri sociali. Sono loro a tracciare il solco e gli altri dietro a seguire. E al solito, come conferma la polizia municipale, ci hanno deliziato durante la parata con sciami di scritte e imbrattamenti tra i Bastioni e il Duomo. Fumogeni e danneggiamenti. Gesti di inciviltà che li hanno contraddistinti per anni». Parole condivise da Davide Boni, il capodelegazione in giunta regionale della Lega che parla di «odio fomentato dall’estrema sinistra contro degli onesti amministratori».
Ma secondo il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero, la manifestazione è stata «una grande successo». Nonostante i disordini, le botte ai poliziotti, i motorini sfasciati, le auto rovesciate. Ma a quelli la sinistra «antirazzista e non violenta è abituata». E non ci fa più nemmeno caso.