De Corato: «Sugli aiuti nessuna informazione da Palazzo Isimbardi»

«Tra le Istituzioni si deve evitare di ricorrere ad azioni legali e per questo non avvierò alcuna causa» nonostante «l’ufficio legale della Provincia ha assicurato che le dichiarazioni dell’assessore Guido Manca e del vicesindaco Riccardo De Corato, data la loro falsità, hanno in sé i pressupposti per una querela per il reato di diffamazione».
Virgolettati di Filippo Penati che racconta la sua versione sull’«azione umanitaria data dalla Protezione civile della Provincia a 53 nomadi» sgomberati da Capo Rizzuto. Sostegno con «acqua e asciugami», ma anche con un pullman dell’azienda Caronte che, secondo il presidente, «non ha trasportato i nomadi in nessun luogo» come invece dichiarato dal vicesindaco milanese. Insomma, l’inquilino di Palazzo Isimbardi non accetta di essere definito né «Caronte dei rom» né tantomeno «dottor Jekill e Mister Hyde, che di giorno chiede l’espulsione dei regolari e di notte li assiste».
Versione dei fatti che Palazzo Marino, «senza alimentare polemiche», contesta con una nota del vicesindaco De Corato. «I nomadi che di sera erano stati lasciati in Capo Rizzuto dai ghisa meneghini sono stati ritrovati all’alba a Molino Dorino», ovvero «sono stati assistiti dal personale della Provincia anche attravero l’utilizzo di un pullman, come riportato dalle agenzie». Ristabilimento dei fatti che, annota il numero due del Comune, «avrebbe dovuto portare la Provincia - in una leale collaborazione - a informare di quanto stava accadendo le autorità comunali». Comunicazione mai arrivata dal civico 1 di via Vivaio. Anche perché a mezzanotte o giù di lì, il centralinista dorme.