De Ferrari, vent’anni di libri in Liguria

La casa editrice nacque nel 1985 ed oggi è la più affermata anche nel campo musicale con la Devega

Vent’anni fa, quando nacque, era l’esperimento di un’attività di produzione libraria con la gestione di servizi pubblicitari per conto di enti e aziende. Oggi, che si avvia verso il quarto di secolo di attività, è invece la casa editrice libraria e musicale più importante della Liguria. Parliamo della De Ferrari & Devega Editoria e Comunicazione, l’azienda fondata nell’ormai lontano 1985 da Gianfranco De Ferrari, imprenditore e anche vicepresidente del Teatro Carlo Felice. Tredici dipendenti, dei quali undici sono donne dai ventisette ai quarantacinque anni, ormai la De Ferrari Editore è la casa editrice che annovera tra i suoi autori il maggior numero di esponenti dell’intellighentia culturale e professionale della Liguria.
I numeri parlano da soli. In queste due decadi la De Ferrari Editore ha pubblicato ottocentocinquanta titoli per oltre un milione di copie vendute, e oggi presenta annualmente tra i settanta e gli ottanta titoli. Nel catalogo generale ne figurano circa seicento e la distribuzione, che in un primo tempo era soltanto regionale, adesso è nazionale e abbraccia l’80 per cento dell’intero territorio nazionale. A breve verranno stipulati accordi con distributori di Puglia e Sardegna che completeranno la diffusione nazionale delle opere pubblicate dalla De Ferrari.
Allora, De Ferrari, come ci si sente, a 62 anni, con un bilancio così positivo alle spalle?
«Soddisfatti, anche se c’è ancora molto da fare. Quando ho iniziato proponevo prevalentemente testi su Genova e la Liguria, poi man mano abbiamo allargato i nostri orizzonti. Quando dico noi intendo mia moglie Maria Grazia, che era professoressa di Lettere, e mio figlio Fabrizio, che è giornalista professionista. È mia moglie che legge tutti i manoscritti che ci arrivano e ha molta sensibilità nelle sue scelte. Mio figlio, invece, si occupa prevalentemente della Devega che abbiamo rilevato nel 2000».
Quali opere le hanno dato maggiori soddisfazioni?
«Tra i libri il catalogo della mostra su Italo Calvino a New York. È stato uno dei successi del 2000 e ne abbiamo venduto molte copie. Ne vendiamo ancora adesso. Molto bene sono andate anche le pubblicazioni sui poeti liguri e lombardi. Tra i Cd, mi piace ricordare quello sul cannone di Paganini, oppure le musiche di Liberovici con testi di Sanguineti».
In catalogo avete anche diversi libri d’arte...
«Io stesso sono un collezionista di opere d’arte moderna. Per me e mia moglie il principale svago è sempre stato visitare musei e gallerie. Così alla fine abbiamo messo su una piccola raccolta di pittura ligure dell’Ottocento e del Novecento. E poi abbiamo iniziato a comprare opere delle avanguardie futuriste, realismo magico, arte povera e transavanguardia. Parlo di Pistoletto, Warhol, Clemente, Chia, Cucchi, Paladino, Zorio, Boetti. E poi liguri Costa, Borella, Scanavino. In casa editrice, per esempio, ho appeso diversi quadri di autori liguri e di giovani artisti».
Da qui, dunque, la nascita della Fondazione De Ferrari...
«Nel 2002, per essere esatti. Abbiamo costituito la Fondazione De Ferrari con l’intento di affiancare alla società una nuova realtà di progettazione culturale, che viva ed agisca libera dalle leggi di mercato e possa concentrarsi e lavorare sul prodotto cultura. Infatti la prima iniziativa della Fondazione è stata l’acquisizione, unitamente con la Ligurian Heritage Foundation, dell’archivio del musicologo Edward Neil, massimo esperto di Nicolò Paganini».
E che cosa vede nel futuro della casa editrice e della Fondazione?
«Diverse cose. Abbiamo volumi interessanti in via di pubblicazione, mentre la Fondazione ha in programma mostre e corsi di formazione. L’importante è guardare sempre avanti, con realismo ma anche ottimismo».