La De Filippi al Festival con Bonolis, polemica in Rai

Roma Maria De Filippi parteciperà come ospite alla serata finale del Festival di Sanremo: secondo gli ambienti dell’organizzazione, infatti, il ruolo della mattatrice di Canale 5 sarà quello di fare due o tre interventi al fianco di Paolo Bonolis nel corso della puntata di sabato 21 febbraio. La notizia della presenza della De Filippi a Sanremo è stata pubblicata ieri da Repubblica, e poi confermata dallo stesso Bonolis nel corso di America me senti su Radiodue («Non so cosa faremo, ma staremo insieme»). Mediaset è pronta a dare la liberatoria: «Se la notizia venisse confermata dalla Rai, penso che Mediaset darà volentieri la liberatoria anche perché questo invito è un riconoscimento per il suo impegno nella formazione di giovani talenti», ha detto Giorgio Restelli, direttore delle Risorse artistiche.
Ma la presenza della De Filippi ha già suscitato polemiche. La signora dell’Auditel, che apparirà per la prima volta su una rete Rai, nella settimana sanremese andrà contro il Festival, il mercoledì sera con Amici, mentre il sabato da Raiuno contenderà gli ascolti a Gerry Scotti a La Corrida, su Canale 5. Non solo: quest’anno al festival gareggeranno due suoi «pupilli»: Marco Carta, vincitore del talent show nel 2008, sarà in gara tra i Big, mentre Karima, mancata vincitrice di due anni fa, concorre nella categoria delle Proposte. Nei prossimi giorni il gruppo di lavoro del Festival si riunirà per costruire nei dettagli gli interventi della De Filippi, tenendo anche conto dell’immagine fortemente connotante della conduttrice-simbolo della tv del Biscione. Sul suo arrivo, la Rai si è spaccata. Se il direttore generale Claudio Cappon dice che «la De Filippi è una degli ospiti di Sanremo. Questo è il primo nome che è stato fatto. È Bonolis che fa il festival e avrà anche altri ospiti che ancora non sono stati resi noti», il consigliere di amministrazione Carlo Rognoni è di ben altra idea: «Invitare al Festival di Sanremo una delle protagoniste della tv concorrente del servizio pubblico a mio avviso è sbagliato, direi che è una cauta di stile, un piccolo inciampo per Bonolis rientrato. È ovvio - aggiunge Rognoni - che rimane il rispetto per l’autonomia delle scelte dei conduttori e dei direttori di rete, ma per me è sbagliato».