«La De Filippi è la più brava Piersilvio? Un gran gnocco»

Nel camerino in penombra, Barbara d’Urso è supina su un letto basso all’uso giapponese. La diva si tira su per salutarmi. Ha i piedi nudi, una tuta nera aderente e una scollatura mozzafiato. Poi, torna tra le piume.
Ora, in attesa di riacquistare il normale battito cardiaco, faccio notare che ho scritto d’Urso con la «d» minuscola. È la corretta grafia del nobile cognome lucano della show girl. È anche uno degli arricchimenti culturali cui sono debitore all’intervista.
«Questo è il mio divanuccio», dice la cinquantaduenne mattatrice di Canale 5 sistemando i cuscini per il relax. Si è appena struccata a zero dopo le tre ore di Mattino Cinque. Ha solo le unghie color vinaccia. L’intervista nella pausa pranzo le serve da tappabuchi prima di riprendere le riunioni e prepararsi alle altre tre ore in diretta di Pomeriggio Cinque. Sul divanuccio un po' si rannicchia, un po' allunga le gambe, un po' fa spaccate da ginnasta.
«Non trova pace», osservo interessato alla gradevole evoluzione delle posture.
«Dormirei volentieri. Sono in piedi dalle 5,30. Ma se mi rilasso perdo il ritmo», ed estrae da un anfratto del letto una grossa tavoletta avvolta nella stagnola. «C’è chi si tiene su con la cocaina, io col cioccolato fondente», dice e ride divertita. È la prima ad apprezzare le sue battute.
«Per affrontare tante ore in diretta, non deve certo soffrire di timidezza», dico.
«Sul lavoro, no. In privato, invece mi consento qualche debolezza. Ho timidezze e fragilità che in tv non vengono fuori. Ma talvolta piango anche in tv e non me ne vergogno».
«Per alcuni lei si prende troppa confidenza con gli ospiti. Vittima della sua esuberanza è il povero Corazzon, il meteorologo», dico.
«Io sono la prima a prendermi per il culo. Se trovo uno come Corazzon che ha la stessa ironia, ci vado a nozze. Gli spettatori capiscono che non c’è malizia e si divertono».
«Gli ascolti lo dimostrano. Nella trasmissione pomeridiana ha fatto nero il povero Lamberto Sposini su Raidue».
«Non lo faccio apposta, né era previsto», dice con vocina flautata e aggiunge: «Sono partita cinque mesi fa contro la Potëmkin della Vita in diretta che ha una formula collaudata da anni».
«Ora la strabatte».
«Eppure siamo una formichina su una zatterina contro la corazzata. Lo staff di Sposini è di cento persone. Noi siamo in cinque. Ma non canto vittoria. Oggi è così, domani può essere colà», dice saggia e piroetta sul letto a gambe giunte.
«Sposini è svantaggiato, non può fare il suo famoso “ballo delle tette” (una volta, per provare che i suoi seni erano autentici e naturalmente elastici, fece sobbalzare ripetutamente il busto davanti a milioni di telespettatori). Non teme però il ridicolo alla sua età?».
«Preferisco il ridicolo al noioso. Poi, non penso fosse ridicolo, era molto divertente. Avercene che sanno prendersi in giro come me!».
«I suoi due figli (20 e 22 anni) come l’hanno presa?».
«Danno per scontato che io finisca un paio di volte alla settimana sui Nuovi mostri (rubrica pigliafondelli di Striscia, ndr). Ma per i miei figli il vero trash è la violenza, non queste cose».
«Che idea ha di se?».
Sgrana gli occhi di fronte all’enormità della domanda, poi dice: «Sono solare e fragile. Grata alla vita anche per le mazzate tremende che mi ha dato».
«Che intende?», chiedo preoccupato per la piega.
«A 11 anni ho visto morire mia mamma per una malattia sconosciuta che l’aveva inchiodata a letto con la flebo per cinque anni».
«A Napoli, nella sua città?».
«Sì. Mio papà era un avvocato lucano, mamma una professoressa calabrese. A Napoli ho trascorso la giovinezza e frequentato il liceo classico».
«Niente università?».
«Per carità, non è proprio la mia strada. Poi, dovevo lavorare».
«Papà era avvocato, poteva mantenerla agli studi».
«Non andavamo d’accordo e a 18 anni sono andata via di casa. E lui mi ha cancellata. Così, o la davo o lavoravo. Ho lavorato, facendo la modella a Napoli. Il resto è venuto dopo e altrove».
«È stata risarcita. Oggi guadagna una marea».
«Un’infinitesima parte di quel che si immagina. Per grande affetto per l’azienda, ho firmato l’esclusiva con Mediaset. Sempre per grande affetto, il compenso è identico da anni. Però, guadagno bene. Ho sempre mantenuto io i miei figli, pagato i loro studi e le loro automobili».
«Hanno anche un padre».
«Ce l’hanno. Punto», dice e sottintende che, necessario al concepimento, per ogni altra cosa è stato superfluo.
«Così croccante a 52 anni. Il segreto?», dico guardando le sue braccia nude e il resto a stento trattenuto dalla tuta.
«Un gran culo. Se sono ancora gradevole, è per ragioni genetiche. Mi guardi: sono senza trucco. Ma questa è la mia pelle. Non ci sono ritocchi» e si pizzica le guance, poi si palpa il busto e dice: «Se vuole toccare, faccia pure».
«Mmm. Effettivamente», faccio io dopo un rapido controllo.
«Una mattina mi sveglierò completamente sfasciata», dice per scaramanzia e ride felice.
Dal suo primo matrimonio con l’imprenditore Mauro Berardi sono nati i due figli. È stato il rapporto più serio?
«Certo, ho scelto di avere i figli da lui. Ma non eravamo sposati. Abbiamo convissuto undici anni. È stato uno di quegli amori che si immaginano eterni».
Si è poi sposata a 45 anni con Michele Canfora, un ballerino di dodici anni più giovane. È durato quel che è durato.
«Be’, sette anni. Le sembra poco con i tempi che corrono? Non capisco il suo tono. È mai stato con una ragazza di 12 anni più giovane?».
Per gli uomini fa parte del costume.
«Chi l’ha detto che non valga anche per le donne? Io lo trovo normale».
Lei ha avuto un cumulo di fidanzati. Ne ho contati cinque, sei, ma sbaglio per difetto.
«Vorrei vedere! Alla mia età avrò pur goduto qualcosa di più».
Tra loro, Memo Remigi, Vasco Rossi, Miguel Bosè. Di recente anche Stefano Bettarini, ex di Simona Ventura.
«Le storie importanti della mia vita sono altre. Il padre dei miei figli, l’uomo che ho sposato, un altro con cui sono stata cinque anni. Io, se ho un amore, parto fidanzata. Ci credo e do fiducia. Poi, arrivano le delusioni. Dagli altri o da me».
Ora esce con un misterioso imprenditore ligure di 13 anni più giovane. È partita fidanzata?
«Vedremo. Qui, vede, subentra il mio pudore del privato».
Si è fatta un'idea dell'uomo che fa per lei?
«Non ha età. E qualsiasi età abbia non deve essere di quelli che dicono: sono così e non cambio. Voglio uno che sappia insegnare, perché io voglio apprendere. Ma deve avere anche voglia di apprendere da me. Altrimenti, non si va da nessuna parte. Poi, deve essere simpatico e vitale. Se no, che palle».
A quando un flirt con Fabrizio Corona?
«Chi le dice (ride) che non ci sia già? Scriva però che rido. Non vorrei che i miei figli, prendendolo sul serio, mi facessero un culo così. Fabrizio mi fa molta simpatia, ma non corrisponde all’uomo che ho descritto».
Per il suo ex marito il suo continuo amoreggiare è patetico.
«Il nostro è stato un grande amore. La fine è stata dolorosa. Più doloroso il modo. Intendo il fatto che da parte sua ci siano continue rivelazioni, offese e bugie. Non le commento. Ognuno fa i conti con la propria dignità».
Non mi dica che proprio lei crede nella fedeltà.
«Mai stata infedele e sono pronta a sparare in bocca se uno mi tradisce».
Il suo flirt con Riccardo Villari, l'ex presidente della Vigilanza Rai?
«Il mio primo fidanzatino. Bacetti in bocca e basta».
Parla molto, pensa mai?
«Penso molto. E, soprattutto, ascolto».
Si considera un'artista?
«Innanzitutto, sono una donna che lavora. So danzare, cantare, più o meno recito. Se questo è arte, sono un'artista. Ma detesto la presunzione di chi si proclama tale».
È credente?
«Credo nell’elevazione dello spirito. Ma non condivido che in tempi di Aids la Chiesa vieti il preservativo. Ai miei figli l’ho sempre consigliato».
Tra le sue concorrenti, Marcuzzi, De Filippi, Ventura, ecc. chi preferisce?
«De Filippi. È assolutamente naturale e ha capito tutto della tv. Ottima professionista, mai eccessiva».
Carla Bruni è la più affascinante del momento?
«La trovo orrenda. Prediligo smodatamente Penelope Cruz. Bravissima, pronta a farsi brutta, molto sexy».
Per monopolizzare Canale 5 ha sedotto Piersilvio Berlusconi?
«È un gran gnocco».
Gnocco?
«Un gran bel figo. Simpatico e intelligente. Ma è fidanzato con una mia amica. E l’uomo degli altri non si tocca. Come non si tocca l’uomo mio. Ah, quanto vorrei non essere così bacchettona!».
È natura.
«Ma rinascerò e allora ne farò delle belle».
Berlusconi padre?
«Mi piace moltissimo. Ho debuttato con lui nel 1977 a Tele Milano. Era come adesso: irresistibilmente affascinante. È di famiglia. Anche Paolo, suo fratello, è inaspettatamente simpaticissimo, di compagnia, fa ridere».
A 60 anni si affiderà al bisturi?
«Non so. Certo, prima o poi, le tette cadranno».
Quando lascerà la tv per eccesso di rughe che farà?
«Volontariato. Ma molto dopo i 60 anni. A 60 sarò ancora a Pomeriggio Cinque. Col bastone».