De Filippo, Rossellini e i sette vizi capitali

Una sceneggiatura impeccabile (la firma il drammaturgo Harold Pinter), una solida regia (Kenneth Branagh) e due attori in stato di grazia, Michael Caine e Jude Law. Sleuth, remake del film di Mankiewicz del ’72 Gli insospettabili, ha un forte impianto teatrale che impegna i protagonisti in uno sfinente gioco al massacro: chiusi in una casa con arredo high-tech, un noto giallista (Caine) e un attore disoccupato (Law) ingaggiano un crudele duello psico-fisico per la conquista della stessa donna (Eden, Fiamma, Greenwich, King, Cineland, Parco Leonardo e in originale sottotitolato al Nuovo Olimpia). Palma d’Oro per la script a Cannes, Ai confini del paradiso del regista Fatih Akin (La sposa turca) insiste sull’importanza dell’integrazione razziale e culturale per l’abbattimento di ogni barriera, politica o ideologica. Come un moderno dramma shakespeariano, il film, interpretato da Hanna Schygulla, si sviluppa tra Amburgo e Istanbul narrando i destini incrociati di un’umanità in bilico tra amore e dovere (Alcazar, Giulio Cesare, Maestoso, Mignon, Tibur, Ugc Ciné Cité). Prosegue l’omaggio a Marco Ferreri con la proiezione al Grauco, oggi alle ore 19, de La donna scimmia. Un film d’umorismo acido sceneggiato dal regista con Rafael Azcona. Ne sono le star Ugo Tognazzi e Annie Girardot: un uomo che vive d’espedienti sposa una donna irsuta per sfruttarla come fenomeno da baraccone. Alle 21, sempre nel cineclub di via Perugia, verrà proiettato I sette peccati capitali, un gioiello a episodi degli anni ’50 ambientato in una fiera e girato a più mani. Il maestro Eduardo De Filippo si confronta con Ira e Avarizia, Roberto Rossellini invece con Invidia. Domani alle 15 alla Casa del Cinema verrà proiettato The butcher boy di Neil Jordan (’98). Ambientato nella provincia irlandese, il film riesce a sdrammatizzare la violenza di situazioni-limite (riformatorio e pedofilia), vissute da un teenager figlio di un alcolista, grazie all’umorismo irish.