De Gregorio indagato: "Manovra elettorale"

Inchiesta della procura antimafia di Reggio Calabria. Il candidato del Pdl è accusato di aver partecipato a una cena con esponenti della ’ndrangheta: "Sconcertato"

Reggio Calabria - ’Ndrangheta, politica e appalti. La Dda di Reggio Calabria ha aperto un’inchiesta su Sergio De Gregorio, l’ex parlamentare dipietrista candidato dal Pdl in Campania. L’accusa per il presidente della commissione Difesa del Senato è di «concorso esterno in associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata al riciclaggio». De Gregorio, secondo alcune indiscrezioni di stampa trapelate ieri su Corriere della Sera, Stampa e sul giornale locale CalabriaOra, avrebbe partecipato in un ristorante reggino a una cena elettorale nel 2007 assieme ad alcuni affiliati alla ’ndrangheta. Nel corso di quell’incontro De Gregorio avrebbe subito pressioni da parte di alcuni esponenti della cosca Ficara-Latella, interessata ad acquistare una caserma militare dismessa. L’incontro sarebbe documentato con filmati e intercettazioni da alcuni carabinieri in borghese, seduti al tavolo a fianco di quello occupato da De Gregorio.

La replica dell’esponente Pdl non si è fatta attendere: «Era un appuntamento elettorale, al quale sono andato con Alberto Sarra (capogruppo di An nel Consiglio regionale della Calabria, indagato per voto di scambio, ndr), avvocato penalista che ben conosce il suo territorio. Ho salutato oltre trecento simpatizzanti, ma ero sempre accompagnato da carabinieri e agenti della Criminalpol. Non ho mai ricevuto richieste di intervento a favore di questo o quel progetto imprenditoriale. È necessario che questa vicenda non diventi un ulteriore elemento di indirizzo politico nell’ambito di una campagna elettorale delicata e complessa. Sono sconcertato».

La fuga di notizie alimenta la tensione in Procura a Reggio Calabria e rischia di compromettere l’inchiesta sull’acquisto di immobili storici a Reggio Calabria da parte delle cosche reggine. Il fascicolo è stato avocato nei giorni scorsi da un pm applicato alla Procura generale di Reggio, Santi Cutroneo. Il procuratore della Repubblica, Francesco Scuderi, ha proposto reclamo alla Procura generale della Cassazione sostenendo che «l’iniziativa non è giustificata».