De Gregorio: "Non accetto lezioni di moralità"

Roma - "Il governo Prodi verrà rinviato alle Camere, non ho dubbi, ma credo che non abbia i numeri per ottenere una fiducia che lo mette al riparo da nuovi affondi". Lo dichiara il presidente della Commissione difesa del Senato, Sergio De Gregorio, ex Italia dei valori e ora Italiani nel mondo, che in aula ha votato contro la politica estera di D'Alema. "Auspicherei un governo di larghe intese, che vedrei bene guidato da Franco Marini".

"La mia immoralità è volere bene del paese - ha aggiunto De Gregorio -. Il ministro Chiti , in genere lungimirante, non riesce a guardare al problema di una maggioranza colabrodo se non facendo riferimento al voto del senatore De Gregorio. Fortuna che quest'oggi nell'aula di Palazzo Madama si sia evidenziato invece il dramma reale di una coalizione quotidianamente condizionata dalla sinistra radicale e dal prezzo ideologico che i suoi esponenti impongono costantemente alle scelte di Governo. E allora, se qualche dissidente quest'oggi non si fosse fatto avanti, sarebbe stato ancora peggio al prossimo appuntamento, quello del voto relativo al rifinanziamento della missione militare in Afghanistan, dove già le voci di dentro preannunciavano ammutinamenti di gruppo. Se la mia immoralità sta nell'immaginare un Governo di larghe intese che, piuttosto che trastullarsi su banali questioni o dedicarsi allo scontro ideologico, affronti i grandi temi della rinascita del Paese, allora sono immorale. Lo è più di me, tuttavia, chi non prende atto di trovarsi al cospetto di un grave problema che sta paralizzando l'Italia costringendola a discutere di Pacs o di conflitto d'interessi, mentre la politica economica, il rilancio del Mezzogiorno, l'aiuto alla famiglia e ai meno garantiti, la solidarietà alle Forze armate e agli uomini della Difesa sono passate in secondo piano per la debolezza del quadro parlamentare. E allora un Governo istituzionale - ha concluso De Gregorio - , in cui tutti si rimbocchino le maniche e si mettano a lavorare per il futuro, mi appare una scelta ineludibilè.