De Laurentiis mette l’embargo a Woody

Ma come: Woody Allen non era di casa a Venezia, in uno scambio di amorosi sensi, tanto da girarvi anche un film con Julia Roberts? Succede, invece, che il suo nuovo Cassandra's Dream, con Ewan McGregor e Colin Farrell, provochi un piccolo incidente diplomatico tra il direttore Müller e il produttore De Laurentiis. Con tono piuttosto risentito, la Mostra fa infatti sapere che, «a programmazione già stabilita e programma già pubblicato, il distributore italiano del film, Filmauro, ha informato di poter autorizzare esclusivamente due proiezioni». Cioè una cumulativa per la stampa, preclusa alle tessere industry, ieri sera alle 22.30 al PalaLido; una per il pubblico oggi pomeriggio alle 19 in Sala Grande. Saltano così le due anteprime, per pubblico e tutti gli accrediti, previste tra domenica e lunedì al PalaBiennale. «Ci scusiamo per il disagio, del tutto indipendente dalla nostra volontà», chiude il comunicato, destinato ad aprire qualche ulteriore screzio con De Laurentiis, non fosse altro perché il produttore investe 100mila euro nel premio, intitolato al padre Luigi, per la miglior opera prima. Dall'interessato, alle prese col primo ciak del nuovo film di Verdone, nessuna replica. Dalla Filmauro fanno sapere che sin dal 24 agosto la Mostra era stata informata della decisione presa d'intesa con i produttori di Allen. Le polemiche di questi giorni relative alla rottura dell'embargo giornalistico dunque non c'entrano. Tuttavia, stando così gli orari, nessun giornalista potrà fare il furbetto del cinemino nel tentativo di bruciare i colleghi.
NESSUNA QUALITÀ AGLI ATTORI. Elio Germano è un bravo attore, giustamente lodato, sempre audace nelle scelte. Però ogni tanto scantona. Ieri mattina, nel ritirare il «Premio Biraghi» conferitogli dal Sindacato giornalisti di cinema, se l'è presa in pubblico, pompato dal regista Paolo Franchi, col sottoscritto e Gloria Satta del Messaggero. Gli avremmo messo in bocca, a proposito di Nessuna qualità agli eroi, una frase mai detta. Questa: «Mi sono lasciato andare in questo percorso mentale, forse più interessante del risultato finale». La registrazione è a disposizione. Abbiamo scritto: «risultato finale», non «risultato finale del film». Ognuno poi interpreta come vuole. Il nervosismo, ai festival, fa proprio brutti scherzi.
BIS. Vedendo Nessuna qualità agli eroi i dirigenti della Torino Film Commission, molto generosi col film sul piano delle agevolazioni in loco, sono saltati sulla sedia. A un certo punto la protagonista Irène Jacob sbotta: «Ma che ci stiamo a fare in questa città? Sembra un esilio». Quando si dice riconoscenza.
OLIVIÉ, SÌ. Credendo di fare le pulci a Teresa Marchesi del Tg3, Antonio Dipollina di Repubblica ironizza sulla pronuncia francese del nome di Laurence Olivier, restituendola così: «Lòrens Olivié». Dovrebbe sapere, l'acuminato corsivista, che il sommo attore britannico, per vezzo, si faceva chiamare sempre alla francese. Chieda conferma a qualche amico inglese.