De Lillo eletto segretario coi voti ulivisti

Stefano De Lillo è il nuovo consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, in sostituzione di Claudio Fazzone, eletto al Senato. Con 58 votanti, Stefano de Lillo ha ottenuto 32 voti e Alfredo Pallone 16. Dieci le schede bianche.
«È una votazione che altera i rapporti tra maggioranza e opposizione» ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia Raffaele D’Ambrosio. «Abbiamo dato una indicazione ben precisa su un nome - ha detto D’Ambrosio riferendosi alla candidatura di Pallone - e la maggioranza aveva dato indicazione che, come avviene di solito per prassi, non avrebbe interferito nella votazione». La nomina del consigliere segretario al posto di Fazzone sarebbe dovuta restare in quota alla minoranza, ma a seguito di indicazione del nome degli stessi gruppi di opposizione. «È una cosa che si è fatta da sempre - ha aggiunto D’Ambrosio -. Forza Italia chiede che venga ripetuta la votazione».
Stefano De Lillo, proprio in consiglio regionale, in apertura di seduta, si era autocandidato per ricoprire l’incarico dopo esser uscito dal gruppo di Forza Italia. Ciò in disaccordo con il suo ormai ex partito che aveva proposto Alfredo Pallone.
«La maggioranza ha scelto chi della minoranza sarebbe dovuto andare nell’ufficio di Presidenza», ha commentato il capogruppo di An, Antonio Cicchetti. «È un fatto senza precedenti - ha continuato - bisogna procedere ad una rettifica. Se li sceglie la maggioranza non sono più nomine della minoranza. Si favorisce il “nomadismo”». «Valutiamo con serenità ciò che è avvenuto tenendo conto di quello che ci aspetta. È un precedente che potrebbe essere pericoloso», ha detto Rodolfo Gigli, capogruppo dell’Udc, ricordando i lavori di consiglio in programma nei prossimi giorni.
«Credo sia opportuna una conferenza dei capigruppo. Pur non mettendo in discussione l’esito della votazione, si è aperta una questione non solo politica, ma anche procedimentale», ha detto Mario di Carlo, capogruppo della Margherita. «Penso sia opportuno arrivare a un chiarimento», ha concluso.
Infine, secondo Francesco Giro, coordinatore nazionale di Forza Italia: «La scelta così irrituale del consigliere regionale De Lillo e la sua determinazione nel perseguirla suscita in noi che lo abbiamo conosciuto e apprezzato nell’impegno politico, una profonda amarezza. Ma ancor più sorprendente e amaro è stato assistere allo stravolgimento delle regole che sempre hanno guidato e animato le scelte delle nostre assemblee elettive, dove alla minoranza viene da sempre garantito un diritto di tribuna nell’ufficio di presidenza e in altri organi istituzionali, senza che la maggioranza interferisca con i suoi voti e decida diversamente. Forza Italia aveva dato delle precise indicazioni di voto e a queste occorre attenersi, se non vogliamo produrre un grave precedente».