De Lillo (Fi): «Avvicineremo il Comune alla gente»

«Non solo poteri speciali ma decisioni a 360 gradi»

Non solo poteri speciali: è da un complesso di provvedimenti a 360 gradi che la Capitale può sperare di guadagnare in termini di operatività amministrativa, efficienza dei servizi e qualità della vita. A spiegarlo è Fabio De Lillo, di Forza Italia, il consigliere capitolino più votato in assoluto alle scorse elezioni comunali, di nuovo candidato a un seggio nell’Aula Giulio Cesare.
«Come Forza Italia sta dimostrando dati alla mano da anni, i problemi della capitale sono gravi e complessi ma avrebbero potuto essere risolti con ben altra efficacia semplicemente utilizzando al meglio l’ordinamento e le risorse disponibili. Non è per risolvere la quotidianità che servono poteri speciali, invocati come una panacea dalla maggioranza capitolina uscente e sui quali il Governo Berlusconi ha aperto il confronto con la istituzione di un nuovo status per Roma Capitale: nell’immagine che i cittadini ne hanno ricevuto negli ultimi anni dal centrosinistra capitolino, questi sono stati ridotti a una mera semplificazione delle autorizzazioni per l’apertura dei cantieri. Ma così si rischia di aprirli soltanto, i cantieri, condannandoli a rimanere tali se non c’è un collegamento diretto né col territorio né con la fonte dei finanziamenti, che resta al di fuori del contesto capitolino. Serve una trasformazione globale di tutto il sistema città: un sistema ben più efficace dei cosiddetti poteri speciali.
Di che si tratta?
«Serve innanzitutto un’autonomia legislativa per l’amministrazione del territorio. Serve una autonomia simile anche per le questioni dell’economia. È poi necessario arrivare a una gestione autonoma dei proventi di almeno alcune delle tasse prelevate sul territorio del Comune, perché possano andare a vantaggio della sua amministrazione: penso ad esempio alla tassa per l’occupazione del suolo pubblico, a quella per il passo carrabile, a quelle per le insegne».
E l’Ici?
«Noi vogliamo abolire, davvero e non soltanto in misura infinitesimale l’Ici sulla prima casa, quello che consideriamo un bene sacro per la famiglia. Passando alla destinazione delle risorse, noi proponiamo per Roma una rivoluzione copernicana. Noi nel decentramento ci crediamo davvero e lavoreremo per arrivare a una legge Obiettivo per le opere dei Municipi: a differenza di quanto accade oggi, secondo il nostro progetto saranno i Municipi a richiedere al Comune sottopassi, rotatorie e parcheggi di scambio. Il Comune approverà i progetti e la Regione li finanzierà. Non c’è dubbio che opere nate dalle esigenze del territorio avranno ben altra efficacia di quelle imposte dall’alto, che infatti vengono regolarmente contestate. Questa è la nostra missione: ricostruire il rapporto tra i cittadini e il Campidoglio».