De Lillo: «Dopo l’abolizione del ticket la spesa farmaceutica si è impennata»

Sanità del Lazio ancora sotto accusa. A far discutere è l’aumento del 13,1 per cento in soli otto mesi della spesa farmaceutica, che secondo il consigliere regionale di Forza Italia Stefano De Lillo «è l’ovvia conseguenza della eliminazione del ticket sui farmaci a carico delle fasce più abbienti voluta dalla giunta Marrazzo: l’impennata coincide infatti proprio con la decisione sul ticket. Il guaio è che ora la stessa giunta chiede il conto delle proprie decisioni politiche alle Asl e ai medici di base, imponendo anche incomprensibili limitazioni burocratiche su farmaci salvavita per categorie come i malati oncologici e quelli psichiatrici, mentre il debito nella sanità lievita. È necessario fare al più presto chiarezza in commissione Sanità». Più o meno la stessa richiesta del Codici, l’associazione di consumatori che sottolinea l’aumento del 7,7 per cento delle ricette e trae un quadro spaventoso della nostra sanità: «Abbiamo un presunto debito di 10 miliardi di euro - si legge in una nota - siamo la regione che ha la spesa farmaceutica pro capite più alta d’Italia, le prescrizioni sono aumentate di due punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. Sarebbe forse il caso di andare a sanare i problemi alla radice». «Chiediamo all’assessore Augusto Battaglia - dice il segretario nazionale del Codici - di verificare l’esistenza di eventuali picchi di prescrizioni nella nostra Regione ovvero di accertare se, data una quantità media di prescrizioni di un medicinale a livello regionale (o nazionale), ne esistano alcune che si attestano al di sopra di essa, e per quali ragioni. Un’indagine che «potrà esser utile ai fini del corretto funzionamento del servizio sanitario regionale, scovando eventuali illeciti ed abusi».