De Lillo: «Nelle aree verdi non si dovrà più vivere»

«L’intervento di questa mattina rientra all’interno del programma complessivo di bonifiche che ci vede impegnati da mesi e andrà avanti». L’assessore comunale all’Ambiente Fabio De Lillo commenta le operazioni di bonifica a Castelfusano, dove una colonia di romeni aveva da tempo stabilito la propria residenza. «Un programma di azione sistematico - prosegue l’assessore capitolino - e con una metodologia ben precisa che ha consentito di far lavorare in sinergia la questura di Roma, il corpo forestale dello Stato, i paracadutisti della folgore e il servizio giardini. Basta ricordare che in poco più di un mese, tra dicembre e gennaio, il servizio giardini del Comune di Roma è intervenuto per abbattere e modificare 183 insediamenti abusivi».
«Il nostro obbiettivo - prosegue De Lillo - adesso deve essere duplice: velocizzare ulteriormente il piano di intervento per abbattere le baraccopoli abusive che negli ultimi anni sono cresciute in maniera impressionante e monitorare costantemente i luoghi bonificati, mappati attraverso un sistema satellitare e quindi ormai facilmente controllabili. Desidero fare un plauso ai 30 operatori del servizio giardini che questa mattina hanno avuto un ruolo fondamentale nelle operazioni di bonifica».
«Le squadre composte dai giardinieri - conclude l’assessore capitolino all’ambiente che ha assistito direttamente all’intervento - infatti, sono intervenute con ruspe, scarrabili e motoseghe per abbattere le baracche di legno, ma in alcuni punti, dove è stato impossibile portare i macchinari, si è dovuto procedere a mano nelle operazioni di pulizia. Contiamo di completare i lavori di bonifica degli 82 insediamenti abusivi, che sono situati all’interno della pineta di Castelfusano, nel giro di due settimane al massimo. Con questa operazione vogliamo dare un messaggio a tutta Europa: Roma non è più terra di conquista ma è aperta a tutti coloro che vengono a lavorare e hanno un posto dove stare. Però, una cosa deve essere chiara una volta per tutte: non si può vivere nelle aree verdi».