De Magistris, il Csm decapita le procure Il ministro Alfano: azione tempestiva

"Incompatibilità funzionale e ambientale". Decisione all'unanimità. Il presidente della prima Commissione, Ugo Bergamo. "È un passo importante per restituire al Consiglio autorevolezza e,
soprattutto, credibilità alla magistratura". Martedì proseguiranno le audizioni. La conclusione subito dopo Natale

Roma - Il Csm ha avviato la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale e funzionale a carico del procuratore capo di Catanzaro, Luigi Apicella, e del procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli. Sono le conclusioni alle quali è giunta la Prima Commissione di Palazzo dei Marescialli, a conclusione della giornata di audizioni sullo scontro che ha visto protagonisti le procure di Salerno e Catanzaro nell’ambito dell’inchiesta sull’ex pm calabrese Luigi De Magistris.

Decisione all'unanimità La decisione è stata assunta all’unanimità, ha spiegato il presidente della Commissione, Ugo Bergamo, nella conferenza stampa. L’intervento dell’organo di autogoverno della magistratura, ha rivendicato Bergamo, è stato "Tempestivo. È un passo importante per restituire al Consiglio autorevolezza e, soprattutto, credibilità alla magistratura". La decisione di promuovere un procedimento a carico dei procuratori "non è un giudizio" ha detto Bergamo. "E' un passo formale che credo sia da apprezzare perché avviene senza logiche dilatorie e senza attendere che altre pressioni e autorità possano influenzare le decisioni". Alla domanda dei giornalisti su quale fossero state le motivazioni principali che hanno portato il Csm alle audizioni di oggi e di martedì e alla decisione di intraprendere la procedura per incompatibilità ambientale, il presidente Bergamo ha risposto: "Abbiamo registrato tensioni tra le due procure e nei rapporti complessivi tra gli ambienti di Salerno e Catanzaro che rendono necessario capire appunto se esiste un' incompatibilità ambientale e di conseguenza anche funzionale".

Martedì nuove audizioni Ma l’istruttoria del Csm va avanti. Martedì saranno ascoltati altri pubblici ministeri dei due uffici requirenti. Si tratta dei pm di Catanzaro Salvatore Curcio e Alfredo Garbati e Domenico De Lorenzo, titolari dell’inchiesta Why not e firmatari del controsequestro del fascicolo. Per la procura di Salerno saranno invece ascoltati i pm Gabriella Nuzzi, Dionigo Verasani, titolari del procedimento a carico dei magistrati di Catanzaro, e ancora Antonio Centore, Fabrizio Gambardella, Roberto Penna e Vincenzo Senatore. Tutti questi magistrati hanno partecipato al sequestro e alle perquisizioni che si sono svolte alla procura di Catanzaro e nelle abitazioni dei pubblici ministeri di quell’ufficio. "La conclusione è prevista - ha spiegato il presidente della Prima Commissione Ugo Bergamo - subito dopo Natale".

Mancino ha informato Napolitano La prima commissione del Csm ha subito informato il vice presidente Nicola Mancino delle conclusioni alle quali è giunta dopo aver ascoltato i vertici degli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro. "Credo che Mancino lo abbia già riferito al Capo dello Stato", ha detto Ugo Bergamo.

Alfano: bene il Csm "Apprezzo la tempestività del Csm, spero che con altrettanta tempestività mi inviino le documentazione per i profili di mia competenza". Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, commenta all'ANSA la decisione. Il Guardasigilli, titolare dell'azione disciplinare assieme al pg della Cassazione, chiede dunque al Csm di avere le trascrizioni delle audizioni di per decidere su eventuali atti di incolpazione. 

Toghe denudate Nel corso delle perquisizioni domiciliari disposte dalla procura di Salerno alcuni magistrati di Catanzaro sarebbero stati addirittura fatti denudare. Un particolare che sarebbe stato rivelato dal procuratore generale di Catanzaro, Enzo Iannelli, durante l’audizione. Inoltre gli stessi magistrati sarebbero stati sottoposti anche ad altre sconcertanti ’situazionì per verificare l’eventuale occultamento di documentazione. Uno dei sostituti di Catanzaro che sarebbe stato costretto a denudarsi durante la perquisizione nella sua abitazione, è Salvatore Curcio, che nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Salerno ha ricevuto un avviso di garanzia, così come altri colleghi. Iannelli ha sottolineato che in casa Curcio i militari avrebbero anche controllato gli zaini che i figli del magistrato utilizzano per la scuola, ispezionando anche altre cose non direttamente nelle disponibilità del pm. Prima di entrare al Csm per la sua audizione il procuratore capo di Catanzaro, Antonio Lombardo, ha sottolineato: "Noi abbiamo la coscienza a posto e speriamo con oggi di spegnere l’incendio".

Mancino: "Fatti sconcertanti" Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha seguito a distanza le audizioni dei capi degli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro. "Sono fatti sconcertanti", sarebbe stato il commento di Mancino al racconto di quanto detto dai protagonisti alla I Commissione del Csm. 

Il pg di Salerno: "Coscienza a posto" "Quando si ha la coscienza tranquilla si è sereni". Così il procuratore di Salerno, Luigi Apicella spiega per la prima volta la decisione di effettuare il sequestro degli atti della vicenda De Magistris alla procura di Catanzaro. "Non abbiamo violato alcuna norma né aperto alcun conflitto con la procura generale di Catanzaro, non contestando la competenza di quell’ufficio a trattare il procedimento Why Not".