De Magistris, Csm spaccato a metà

La prima commissione, che sta esaminando la richiesta di trasferimento del pm di Catanzaro, si divide. Per non consegnare la pratica al plenum si decide di proseguire nelle indagini

Roma - La prima commissione del Csm resta ancora divisa sull’avvio della procedura di trasferimento per incompatibilità nei confronti del pm di Catanzaro Luigi De Magistris. E proprio per evitare di certificare una spaccatura a metà che avrebbe consegnato al plenum la decisione, ha stabilito di andare avanti con gli accertamenti ascoltando il procuratore di Salerno e i pm che si stanno occupando degli esposti presentati dal magistrato e di quelli a suo carico. La commissione aveva cominciato a discutere già giovedì scorso. La relatrice Letizia Vacca aveva messo sul tavolo da subito la proposta di aprire la procedura ritenendo che con le sue dichiarazioni alla stampa su complotti per fermare le sue indagini e di collusioni tra politica, affari e magistratura De Magistris avesse suscitato allarme nell’opinione pubblica e gettato discredito sui magistrati di Catanzaro. E aveva sostenuto che i margini per un intervento del Csm vi fossero tutti, nonostante intanto il pg della Cassazione avesse esteso l’azione disciplinare promossa dal ministro Mastella anche alle dichiarazioni fatte dal pm alla stampa e nonostante la nuova riforma dell’ordinamento giudiziario non consenta più al Csm di occuparsi di fatti già oggetto di un’iniziativa disciplinare. Proprio su questa questione la Commissione si è divisa.

Convocazioni Sono stati convocati per il 9 gennaio prossimo dalla prima commissione del Csm il procuratore di Salerno Luigi Apicella e i pm che si occupano delle inchieste sui magistrati di Catanzaro. La decisione di ascoltarli è passata a maggioranza con il voto contrario del laico di An Gianfranco Anedda e servirà a verificare la "fondatezza" delle affermazioni di De Magistris.