De Magistris: "Mi affido al Csm"

Il pm di Catanzaro ascoltato per oltre quattro ore a Palazzo dei Marescialli sulla situazione della procura calabrese. "Ho fatto ricorso contro l'avocazione". Domani l'audizione in Cassazione per la procedura disciplinare

Roma - "Sono sereno, mi affido al Csm", è stata la prima dichiarazione fatta dal pm di Catanzaro Luigi De Magistris all'uscita da Palazzo dei marescialli dopo quasi quattro ore di audizione davanti alla Prima Commissione. "I magistrati devono poter parlare in alcuni momenti. Non ritengo di aver violato il codice etico della magistratura". "Piuttosto bisogna chiedersi - ha aggiunto De Magistris - perché si è arrivati al punto di aspettare che un magistrato denunciasse pubblicamente alcuni fatti gravi di cui molti erano a conoscenza". "Non posso raccontarvi nulla nel merito, ho riferito fatti e circostanze - si é limitato a dire - e mi sono riservato di produrre documentazione adeguata la prossima settimana".

Ricorso contro l'avocazione Il pm ha impugnato il provvedimento con il quale gli è stata avocata l'inchiesta Why not, nella quale sono indagati il presidente del Consiglio prodi e il ministro della Giustizia Mastella. Lo ha annunciato lui stesso, lasciando il Csm. "Ho presentato già stamattina il ricorso alla Cassazione contro l'avocazione della mia inchiesta" ha detto ai giornalisti.

Domani altre udienze L’istruttoria dell’organo di autogoverno della magistratura punta però a far luce non solo sul caso che da settimane vede protagonista De Magistris, ma ad approfondire nel complesso la situazione degli uffici giudiziari di Catanzaro. Per questo, domani, a varcare il portone del Csm saranno il procuratore di Salerno, competente per le indagini sui magistrati del capoluogo calabrese, che ha iscritto De Magistris nel registro degli indagati con l’accusa di abuso d’ufficio e il presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati della città. Saltata invece l'audizione del procuratore di Catanzaro Mariano Lombardi, colto da un attacco febbrile. La convocazione di Lombardi era stata fissata per decidere la sua nuova destinazione dopo che il magistrato ha chiesto di lasciare la Procura di Catanzaro. Per lo stesso motivo è in forse anche l’audizione di Lombardi mercoledì prossimo davanti alla Procura generale della Cassazione, nell’ambito del procedimento disciplinare promosso dal ministro Mastella, che ha chiesto anche al Csm il trasferimento d’ufficio del magistrato in via d’urgenza.

Incompatibilità Un giro di audizioni disposte mercoledì prossimo, al termine delle quali la commissione del Csm deciderà se vi sono gli estremi per avviare nei confronti di De Magistris la procedura di trasferimento d’ufficio per incompatibilità. Si tratta, comunque, di un’istruttoria che nulla ha a che vedere con quella disciplinare, di cui si occupa la procura generale della Cassazione, dove De Magistris sarà ascoltato domani. Inchiesta che intreccia anche le contestazioni che sono all’origine della richiesta del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, di trasferire d’ufficio del pm: richiesta sulla quale la sezione disciplinare del Csm si pronuncerà il 17 dicembre.

Lo striscione di tre nonne: resisti "Resisti, l’Italia onesta è tutta con te". Questo lo striscione esposto da tre nonne a Roma, sotto Palazzo dei Marescialli, che hanno manifestato di De Magistris. In piazza Indipendenza le tre nonne hanno colto l’occasione per portare all’attenzione dell’opinione pubblica la loro situazione in merito all’affidamento condiviso, avendo dei nipoti figli di genitori separati; hanno rivendicato il loro diritto a vedere i propri nipoti e hanno sottolineato che in questi casi delicati serve la competenza di magistrati corretti e soprattutto onesti: "De Magistris è un magistrato onesto - ha dichiarato una delle tre sostenitrici del pm- Noi siamo dalla sua parte".