De Magistris, è tregua: dissequestrati gli atti

Il pg della Suprema Corte, Vitaliano Esposito, scrive a Napolitano che aveva chiesto chiarimenti sulla vicenda legata alle inchieste incrociate tra le procure: "Ieri l'incontro a Salerno, si è raggiunta un'intesa". Napolitano: "E' un passo significativo". Oggi il Csm interroga i pm. De Magistris: "Momento delicato, non parlo"

Roma - Una tregua. Armata, ma pur sempre una tregua. Tra gli uffici giudiziari di Salerno e Catanzaro è stata raggiunta una "intesa che ha consentito il ripristino, mediante idonee iniziative processuali, delle condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione". Lo sottolinea il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito, in una nota trasmessa al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Nota i cui contenuti vengono riferiti dal segretario della procura generale della Cassazione, Pasquale Ciccolo, in un comunicato stampa. Esposito richiama "l’alto auspicio", espresso nel comunicato del Quirinale del 4 dicembre scorso a proposito dello scontro tra le procure di Salerno e Catanzaro sull’inchiesta De Magistris, affinché "gli organi di vertice dell’ordine giudiziario volessero assumere specifiche iniziative dirette a superare la paralisi processuale". Proprio per attuare ciò, "il giorno successivo sono convenuti, nell’ufficio del procuratore generale della Corte di Cassazione, i procuratori generali di Catanzaro e Salerno".

Incontro a Salerno "Entrambi - si riferisce nella nota inviata al presidente della Repubblica - consapevoli della estrema delicatezza e gravità della situazione venutasi a determinare, hanno raggiunto, con grande senso di responsabilità istituzionale, una intesa per superare tale situazione. L’intesa - spiega ancora il pg della Cassazione a Napolitano - si è poi concretizzata in un incontro, svoltosi a Salerno nella giornata di ieri, tra i magistrati dei due uffici requirenti, che ha consentito il ripristino, mediante idonee iniziative processuali, delle condizioni per il pieno esercizio della giurisdizione".

Il Quirinale soddisfatto E Napolitano ha "vivamente apprezzato la comunicazione ricevuta dal procuratore generale della Corte di Cassazione dell’intesa, tempestivamente promossa dallo stesso pg, raggiunta tra le procure di Catanzaro e di Salerno. La risoluzione, assunta dagli organi di vertice degli Uffici giudiziari nell’esercizio delle attribuzioni previste dalle disposizioni vigenti, costituisce un significativo passo - sottolinea il capo dello Stato in una nota - verso il superamento della grave situazione di paralisi delle rispettive funzioni processuali creatasi a seguito dell’aspro contrasto tra le due procure".

Dissequestrati gli atti Le inchieste Why Not della procura di Catanzaro e quella di Salerno su presunti illeciti legati sempre alle inchieste del pm De Magistris proseguiranno nelle rispettive competenze della procura calabrese e di quella campana. L’impasse è stata sbloccata grazie ad un doppio dissequestro degli atti compiuto innanzitutto dalla procura generale di Catanzaro e successivamente da quella di Salerno, in seguito all’ intesa raggiunta tra i responsabili dei due uffici giudiziari. La complessa mediazione è stata svolta per due giorni dal procuratore generale di Salerno Lucio Di Pietro. Il procuratore generale ha convocato il procuratore di Salerno Luigi Apicella e un delegato del procuratore generale di Catanzaro Enzo Iannelli. L’impasse giurisdizionale, che aveva bloccato entrambe le inchieste, secondo quanto si è appreso, non consentiva alcuna scappatoia legale. A quanto si è appreso la mediazione del procuratore generale Di Pietro avrebbe convinto i vertici delle due procure in conflitto a trovare tale accordo. La procura di Salerno potrà quindi acquisire copia degli atti che interessano la propria indagine e quella di Catanzaro continuare gli accertamenti sulle inchieste Why Not e Poseidone.

Ma restano indagati i pm  I sette magistrati della procura di Salerno resteranno indagati per abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio anche dopo il dissequestro degli atti dell’inchiesta Why Not. L’inchiesta, avviata dalla procura generale di Catanzaro con il relativo sequestro degli atti già sequestrati da Salerno, dovrebbe essere inviata alla procura di Napoli competente a indagare per i reati commessi dai magistrati di Salerno. Nel decreto di perquisizione però viene citato più volte il nome di Luigi De Magistris, il pm che avviò l’inchiesta Why Not, attualmente giudice del tribunale della libertà di Napoli. Proprio per questo motivo l’inchiesta della procura generale di Catanzaro potrebbe finire a Roma.

De Magistris: "Non parlo" "È un momento delicato, un momento in cui è opportuno non esprimere alcuna dichiarazione, al momento opportuno anche io dirò la mia". Così l’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, attualmente giudice del riesame di Napoli, ai cronisti che gli chiedevano un parere sul conflitto istituzionale tra le procure di Salerno e Catanzaro. De Magistris era presente oggi come imputato davanti al gip del tribunale di Salerno Maria Teresa Belmonte nell’ambito dell’udienza preliminare in cui il giudice è chiamato a decidere su una opposizione a una richiesta di archiviazione chiesta dalla procura di Salerno per De Magistris e altri giudici.

Oggi le udienze al Csm  Al via la seconda giornata di audizioni al Csm sullo scontro in atto tra le procure di Salerno e Catanzaro. La prima commissione di Palazzo dei marescialli ascolta oggi i pm dei due uffici che si sono reciprocamente indagati: al centro della guerra il fascicolo Why not, che venne avocato al pm Luigi De Magistris, e che è stato prima sequestrato il 2 dicembre scorso con una perquisizione clamorosa al palazzo di giustizia calabrese dalla procura di Salerno e due giorni dopo contro-sequestrato, con un altro atto senza precedenti, da quella di Catanzaro. I primi ad essere sentiti dai consiglieri sono i pm di Catanzaro, Domenico De Lorenzo, Alfredo Garbati e Salvatore Curcio. Tutti e tre sono titolari dell’inchiesta Why Not e firmatari del provvedimento di controsequestro. Curcio, inoltre, è il pm che il 2 dicembre scorso sarebbe stato costretto a denudarsi nella perquisizione compiuta a casa sua su ordine della procura di Salerno, secondo quanto denunciato al Csm dal Pg di Catanzaro Enzo Jannelli. Una circostanza smentita nei giorni scorsi dal legale dei pm salernitani, e che è certo la commissione vorrà approfondire. Nel pomeriggio toccherà ai pm di Salerno titolari del procedimento in cui i colleghi di Catanzaro sono accusati di aver fermato le indagini di De Magistris,e che a loro volta sono finiti sotto inchiesta per abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio. Si tratta di Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani. Ma saranno sentiti anche altri quattro pm che con loro parteciparono al sequestro: Patrizia Gambardella, Roberto Penna, Vincezo Senatore e Antonio Centore, che si occupò della perquisizione a casa di Curcio.