De Marchi Per Santa ci ispireremo a Obama

Cambiamento e trasformazione. Anzi, trasmutazione. La politica sammargheritese, stretta in un panorama di crisi locale e globale, adotta la forma mentis dell'alchimia e distilla nell'alambicco idee, progetti, promesse e proclami. Il secondo gruppo che si è gettato alla ricerca della pietra filosofale (la primogenitura spetta al Partito Comunista dei Lavoratori) è stato Gente per Santa, che in vista della tornata del 6 giugno ha presentato il proprio programma elettorale al cospetto di una platea affamata di nuove risposte al solito mare di problemi. Roberto De Marchi, l'ex candidato sindaco di Borgo di Mare e consigliere dell'istituto nazionale per la ricerca sul cancro, ha sfoderato la solita magnifica performance oratoria, applicandola al corpo di una città che «abbisogna, innanzitutto, di una nuova metodologia di governo».
Sul proiettore alle sue spalle, una diapositiva mostra l'immagine di Charlie Chaplin nelle vesti del grande dittatore. Ogni riferimento è sembrato intenzionale ed è parso richiamare idealmente la sagoma di Claudio Marsano che, ca va san dire, non era alla «prima» del suo acerrimo nemico. L'avevamo lasciato dopo le dimissioni e il commissariamento del Comune. Ora pare stia scandagliando la città alla ricerca di alleanze e nomi con cui infarcire la propria lista civica. Non c'era nemmeno, tra i 150 astanti, quel Gianni Costa, ex vice-sindaco e consigliere provinciale di Forza Italia, con cui De Marchi ha siglato un patto di fair play elettorale nel corso di una recente cena in un elegante ristorante cittadino. Proprio quel Gianni Costa che sta dividendo il centro-destra e che potrebbe fare arrivare ai ferri corti Forza Italia, Alleanza Nazionale, Lega Nord e Lista Biasotti. E allora vuoi vedere che, in una città dove l'area moderata incassa il 70% dei voti alle elezioni politiche, potrebbero aprirsi spazi per il Partito Democratico o per l'ex deputato Angelo Bottino? Il minestrone - tanto per non tradire il registro culinario - è ancora in ebollizione, ma sul tavolo gli antipasti sono piuttosto indigesti: spicca la crisi della residenzialità, nemmeno sorprendente in una cittadina dove un appartamento in periferia costa 4000 euro al metro quadro, e spicca la stagnazione turistica, unica fonte di reddito in un borgo ricco di charme ma privo di industrie. Ma, diamine, Santa è Santa. E a Santa ci si può perfino permettere di ispirare il restlyling di Corso Matteotti, vialone alberato invero bruttino che salda la zona a mare con la periferia, agli Champs Elysèes. De Marchi ammicca, poi puntella il paragone aggiungendo: «Nel nostro piccolo...». La platea fa per demoralizzarsi, lui getta un occhio e rilancia: «Sulla viabilità ci ispireremo ad Obama, che ha lanciato il tema del superamento dell'industria automobilistica tradizionale». Ecco, molto meglio.