De Maria con Chopin diventa un pianista poeta

Come mette le mani sul pianoforte Pietro De Maria, viene da tirare fuori come nuova un'antica definizione: è un pianista poeta. Sarà il tocco, per natura, sarà la concentrazione per cui ogni attacco sembra portare promesse d'una rivelazione, sarà la cultura che gli suggerisce di aver presente chiaramente un clima storico ed espressivo, tocca qualche corda segreta in noi e mette in moto la nostra fantasia. In quest'ultimo cd, con le ballate e gli improvvisi di Chopin, registrati eccellentemente, compie una scelta radicale, quella di prendere ritmi e colori con libertà, come se li trovasse sul momento, cosa poco di moda, in tempi di secche meditazioni e razionalità esibita. Scelta rischiosa, ma sostenuta da un equilibrio sapiente, una tecnica trascinante e un fascino incantatore.

Chopin Ballate e Improvvisi. Decca, A76 6371