De Sanctis va a Siviglia, primo caso di divorzio unilaterale

Lascia l’Udinese nonostante un accordo fino al 2010. Situazione inedita per l’Italia: sfrutta le nuove regole Fifa. E' il primo calciatore di casa nostra (il secondo in Europa dopo lo scozzese Webster) che rescinde il contratto in base alla norma in vigore dal 2001. Alla società friulana vanno 5 milioni

In principio è toccato al figlio d’arte Carlo Cudicini, emigrato al Chelsea di Abramovich. Dopo di lui Roma (in Francia), Sorrentino e Pelizzoli, finiti rispettivamente in Grecia e in Russia. Da ieri un altro portiere italiano si è trasferito all’estero, ma con modalità particolari. Morgan De Sanctis si è infatti affidato all’articolo 17 del regolamento Fifa, che gli ha consentito di svincolarsi unilateralmente dal club friulano prima della scadenza del contratto prevista per il 2010, e dalla prossima stagione difenderà i pali del Siviglia (oggi la presentazione). È il primo calciatore di casa nostra (il secondo in Europa dopo lo scozzese Webster) che rescinde il contratto in base alla norma in vigore dal 2001: divorzio in caso di età superiore ai 28 anni - il portiere abruzzese ne ha 30 - e con almeno due anni dell’ultimo accordo sottoscritto con il club già disputati.
Le cifre dell’operazione non si conoscono, le deciderà la Fifa secondo alcuni parametri stabiliti dallo stesso articolo 17. Tra questi lo stipendio e i benefit corrisposti al calciatore durante il contratto, il tempo rimanente dell’accordo fino a un massimo di cinque anni, le spese effettuate dal club precedente.
Si parla di 5 milioni di euro, che l’Udinese potrebbe chiedere al portiere, ma che verranno versati certamente dal Siviglia, che ha vinto le ultime due coppe Uefa e che da agosto disputerà i preliminari di Champions. Gli spagnoli dovrebbero risparmiare circa tre milioni rispetto al valore di mercato di De Sanctis, che nel suo curriculum vanta 12 convocazioni in azzurro. Una situazione che il club friulano accetterà a fatica. «Non c’erano offerte né contatti per il calciatore - dice il dg dell’Udinese Leonardi - è un recesso unilaterale e quindi ci tuteleremo dal punto di vista legale».
La società è pronta a battagliare, delusa dal comportamento del giocatore, per otto stagioni a Udine, anche se è convinta che la Fifa darà ragione al calciatore. Aprendo così un nuovo fronte nel nostro calciomercato, con possibili ripercussioni anche per altri giocatori importanti.
«È un caso nuovo, ne discuteremo presto con le componenti della Federcalcio», dice il presidente dell’Assocalciatori Sergio Campana. Difficile però che l’argomento venga affrontato nel prossimo consiglio federale del 19 luglio, dedicato alle iscrizioni ai campionati.