De Santis indagato per il referto di Lecce-Parma

L’arbitro De Santis incastrato dall’ufficio indagini della Federcalcio. O meglio ancora: l’arbitro De Santis incastrato da un suo furbo atto di clemenza. Le due chiavi di lettura sono utili per giungere in fondo al nuovo caso del calcio italiano, sul quale da ieri sta ufficialmente indagando l’ufficio del generale Pappa.
I fatti, sintetizzati, sono i seguenti: durante Lecce-Parma, ultima di campionato, diretta dall’arbitro De Santis, c’è un eccesso di proteste e di sanzioni disciplinari. Alla fine la squadra di Carmignani, rimandata allo spareggio-salvezza col Bologna, si ritrova con sei titolari squalificati, da Gilardino e Morfeo, e con nella testa una strana sensazione. Alimentata da una frase gravissima («non vi faccio vincere neanche sotto tortura») pronunciata da De Santis in campo e raccolta al volo da Vignaroli, che ne chiede conto all’arbitro durante il concitato tragitto dal sottopasso allo spogliatoio. In quell’area, presidiata tra l’altro da un giovane collega di Sky, Impallomeni, tra De Santis e Vignaroli succede: urla, mani che volano, spinte, parole grosse, per farla breve si sfiora la rissa. Tanto che in viaggio verso Parma le previsioni di squalifica per Vignaroli risultano le seguenti: «Prenderai almeno un mese».
E invece, stranamente, niente. Ad assistere all’episodio c’è anche l’inviato dell’ufficio indagini della Federcalcio, il quale prende nota dell’accaduto e poi nota che dal referto arbitrale spunta una versione edulcorata dei fatti. Perché De Santis non ha calcato la mano su Vignaroli? Che cosa aveva da farsi perdonare? Di qui la partenza dell’inchiesta, con i suoi tempi biblici: ieri a Parma c’è stata la prima puntata. Gli 007 federali hanno chiesto conto a Baraldi e Carmignani delle rispettive dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni («ho visto e sentito cose che voi non immaginate, è stata la società a suggerirmi di non parlare» la versione dello stagionato tecnico) e conferma del diverbio tra De Santis e Vignaroli oltre che attendibili conferme sulla famosa frase scappata al direttore di gara internazionale.
Può darsi che l’inchiesta, secondo canoniche abitudini (l’interessato, naturalmente, smentirà, sostenuto dai suoi collaboratori) non approdi a nulla, ma un risultato di sicuro raggiungerà. L’arbitro De Santis, nel redigere il referto dopo Lecce-Parma, di sicuro non ha detto tutta la verità sul conto di Vignaroli. E per un tesserato, per giunta arbitro, tenuto in modo rigoroso al dovere della trasparenza, non è certo un comportamento meritorio. Perciò alla fine un bel risultato lo avremo. E tolleranza zero di Carraro non potrà certo risparmiare De Santis.