De Santis: «Non favorivo la Juve»

Massimo De Santis non molla, non vuole arrendersi all’evidenza. Non gli è bastato suscitare tanta perplessità quando mercoledì scorso, dopo l’interrogatorio da parte di Borrelli, s’è lasciato andare a un urlato: «Meritavo il mondiale» che sa tanto di barzelletta. Nuovi risvolti si sono conosciuti sulle 5 ore passate sotto il torchio di Borrelli, con De Santis che ha articolato la sua difesa su più punti con l’unico obiettivo finale di dimostrare che lui con combriccole e cupole che dir si voglia non ha niente a che fare. E sul tavolo sono allora arrivati i risultati della Juventus nelle 5 partite dirette dall’arbitro di Tivoli: 2 vittorie, altrettante sconfitte e un pareggio, 7 punti totalizzati su 15, tali da non giustificare l’appartenenza al sistema Moggi. In caso contrario i bianconeri ne avrebbero guadagnati molti di più, secondo le considerazioni di De Santis. E poi, come prova regina, proprio il colpo rifilato da Ibrahimovic a Cordoba in Juve-Inter del 20 aprile 2005, che portò all’utilizzo della prova tv e alla squalifica dello svedese per 3 giornate (una però per cumulo di ammonizioni). Bastava dire che avevo visto tutto e non sarebbe scattata la prova tv, sembra De Santis abbia buttato in faccia a Borrelli, proprio per giustificare la sua non dipendenza dalla Juve e da Moggi. Peccato che a incastrarlo ci siano tante, troppe intercettazioni che lo riguardano e lo mettono in crisi profonda di credibilità.