De Sica elefante tonto salva un mini popolo

da Torino

Ortone è un elefante tonto e un po' naïf, ma con valori forti e irrinunciabili e la voce di Christian De Sica. Vive in una giungla dove, tra gli altri, c'è anche una cangura (doppiata da Veronica Pivetti) che invece ha la passione per il comando, ma poca propensione al confronto. E poi una lunga sfilza di animali strani e colorati che, in un modo o nell'altro, hanno un loro equilibrio consolidato. La quiete immutabile di questa colonia viene però sconvolta da un granello di polvere, da cui arriva un rumore che solo Ortone sembra sentire. È il suono di un mini-mondo che vive all'interno di quel microscopico puntino: il mondo di «Chi non so», ovviamente ignaro di essere microscopico, contenuto in pochi millimetri e quindi a costante rischio di distruzione. Ortone decide che deve salvare quel mondo - aiutato dal Sinda-chi che lo governa - anche se gli altri suoi compagni, Cangura in testa, pensano che lui sia matto e quindi pericoloso e destabilizzante per l'intera comunità.
Si chiama Ortone e il mondo dei Chi il nuovo cartone animato firmato Fox e nato dai creatori di un successo planetario come l'Era glaciale. Dal mammuth all'elefante, anche questa volta si tratta di una storia piena di buoni sentimenti, per bambini, ma che potrebbe far riflettere pure qualche adulto. La pellicola, già uscita negli Usa e diventata campione di incassi frantumando moltissimi record in due settimane, uscirà in Italia il 18 aprile in 600 copie, quasi come un film di Natale. E se negli States la voce del protagonista è di Jim Carrey, in Italia si è scelto uno degli attori comici più in voga in questo periodo. Christian De Sica incassa il paragone e rilancia: «Avevo già doppiato Galline in fuga, nello stesso ruolo di Mel Gibson e di Gérard Depardieu. E in fondo io ho cominciato da doppiatore. Quando a 14 anni chiesi a mio padre se per fare l'attore dovevo iscrivermi all'Accademia, lui mi disse di no. Che la vera scuola era quella del doppiaggio». E papà Vittorio evidentemente aveva ragione: il risultato - su un cartone già divertente - è piacevole, anche se ogni tanto l'elefante della giungla concede qualcosa al romanesco di qualche nota pubblicità televisiva. «Ortone è matto e surreale - aggiunge De Sica - ma sa anche prendersi in giro. E poi ha la sensibilità necessaria per fare amicizia con qualcosa che quasi non si vede. Nel cartone c'è tanta bontà. Una componente rara, di questi tempi».