De Sica: "Parolacce? Ne dicono molte di più nei film americani"

Arriva al cinema in 800 sale "Natale in crociera": il cinepanettone di De Laurentiis

Roma - Neanche lo serrata dei «bestioni» ha fermato Aurelio De Laurentiis. «Entro domani mattina tutte le 800 copie di Natale in crociera saranno nei cinema», ha garantito ieri il produttore presentando il suo 24° cine-panettone. Annusando l'aria, 'o presidente - come lo chiamano a Napoli - ha scaglionato la stampa e l'invio delle pizze, in modo da assicurare per oggi la copertura totale. L'idea è di bissare il trionfo di Natale a New York, coi suoi 26 milioni di euro al box-office. Certo, stavolta c'è Pieraccioni con Una moglie bellissima, mica lo stiracchiato Olé di Boldi-Salemme, a fargli concorrenza, ma De Laurentiis non accetta provocazioni. «Io temo tutti i nostri concorrenti, specie se non li ho visti. Dunque, vinca il migliore. Noi siamo stati come sempre leali verso il nostro pubblico».

Eccolo, allora, questo Natale in crociera, fulgido esempio di product placement, come s'usa dire oggi. Non a caso il logo di Costa Crociere sul manifesto affianca quello di Filmauro e la C della compagnia, incisa sulla ciminiera, sovrasta le facce sorridenti dei sei protagonisti sulla prua spumeggiante di onde. Due gli episodi, da un lato Michelle Hunziker e Fabio De Luigi in chiave buffa-slapstick, dall'altro Christian De Sica, Aida Yespica, Nancy Brilli e Alessandro Siani in chiave di pochade, destinati a intrecciarsi nel finale. Magari vorreste sapere se fa ridere, se spuntano volgarità, se il mix di commedia e farsa funziona. Niente da fare. Fedele alla tradizione, meglio alla superstizione, De Laurentiis ha nuovamente deciso di non mostrarlo ai giornalisti prima della conferenza stampa. «Mi scuso con tutti voi, tre volte, ma sono napoletano, credo alla scaramanzia. Mi dovete capire». Capiamo (ieri sera anteprima per vip al cinema Adriano dopo quella al Med di Napoli).

Folla delle grandi occasioni, nonostante l'apparizione di Clooney in Campidoglio suppergiù alla stessa ora, nel lussuoso hotel romano scelto per promuovere il film. In sala, vigile e silenzioso, pure Lele Mora, mentre la sua protegée Aida incede con fare imperiale: camicetta bianca aperta sul seno prosperoso e minigonna nera. Naturalmente è l'amante di De Sica, professionista fetente e cialtrone, che fa le corna alla moglie Brilli sfruttando la depressione del cognato Siani per spassarsela in crociera con la bonona sudamericana. Sulla stessa nave in rotta vero i Caraibi finiscono il single impenitente De Luigi e la dolce animalista Hunziker, e saranno scintille, anche se...

A proposito di bestie: «È stato divertente recitare con degli animali», si lascia sfuggire senza malizia la Hunziker, provocando il sorriso, con finta reazione sdegnata, dei colleghi. Galeotto fu il set. Proprio nel corso delle riprese, la biondina svizzera e Luigi De Laurentiis, figlio di Aurelio, si sono innamorati, e da allora fanno coppia fissa.

Love-boat? Lei, di nuovo a Striscia dal 7 gennaio, confessa d'essersi sentita «un pezzo di legno» il giorno del primo ciak, poi tutto è andato liscio. «Il cinema è un tempio sacro», dice con l'aria di chi vorrebbe archiviare l'esordio sul grande schermo accanto a Tomba in Alex l'ariete. S'intende, complimenti per tutti: per la Brilli che «è una garanzia come Pippo Baudo», per De Luigi «il nostro attore più inglese» (infatti lui cita Peter Sellers), per la Yespica «dalla voce spiritosa e dalle gambe lunghissime»... T-shirt nera e giacca spinata, De Laurentiis fa un po' il padrone di casa sotto lo sguardo sornione del regista Neri Parenti: «Questi film di Natale sono dei Disney politicamente scorretti. Devono piacere a tutti, ai bambini, agli adolescenti, agli adulti e agli anziani. Il rischio, col tempo, è di edulcorarli troppo». Vedremo. Qualche parolaccia risuonerà, sennò che cine-panettone sarebbe? «Ma ne dico sempre meno di Ben Stiller», promette De Sica.