De Sica: "Vincere troppo m'imbarazza"

L'attore: "Cinema, teatro, pubblicità. La gente vuole divertirsi. Credo che conti la mia simpatia"

Caro Christian De Sica, non si è ancora stufato di stravincere la gara degli incassi di Natale...
«Be’, se è per questo, oltre che al cinema, siamo primi anche nello spot del telefonino e a teatro. È imbarazzante, quasi vergognoso. La gente vuole divertirsi».

Stavolta nelle sale avrà un avversario più insidioso del solito, Bee Movie, il cartone sulle api...
«Io non ho paura. Figurarsi che il mio primo rivale natalizio è stato Rambo. Da ventiquattr’anni se va male sono secondo o terzo. E l’anno prossimo farò le nozze d’argento con i film di Natale».

Ma lei l’ha visto al cinema il suo Natale in crociera?
«L’ho visto soltanto in anteprima. Ma il pubblico che non paga non fa testo».

Saprà che il suo carissimo amico Massimo Boldi ogni anno a Santo Stefano si mescolava al pubblico dei vostri film di Natale...
«Lo facevo anch’io. È una grande lezione, perché capisci che cosa piace e dove hai sbagliato».

Ha fatto bene Boldi a uscire un mese prima dopo la scottatura dell’anno scorso con Olè?
«Ha fatto bene. A Natale c’è uno scontro da mettere i brividi».

Per chiudere la parentesi Boldi, girerete insieme Vacanze di Natale 2020?
«No lo so. Di certo saremo rincoglioniti. Meglio dare spazio ai figli».

La scorsa stagione in Natale a New York era con Massimo Ghini, prima vent’anni con Boldi. Stavolta con lei c’è un attore che non si può definire celebre, Alessandro Siani. Una scelta o un caso?
«Un caso. Ma io devo dire che mi trovo bene con tutti e mi piace lavorare con i giovani».

Qual è la ricetta della ditta De Laurentiis, Parenti, De Sica?
«La mia simpatia. No, parlando seriamente, il mestiere di Neri Parenti, l’organizzazione di Aurelio de Laurentiis e poi ci metto la mia simpatia. Ma soprattutto l’amicizia che c’è tra noi».

La vostra squadra è apparsa in tutte le trasmissioni per il lancio del film: serve davvero questo bombardamento?
«Mah. Io non sono molto convinto. Tra parentesi è molto faticoso e in più non prendo una lira. Aurelio invece ci tiene moltissimo».

Certo che nella vita reale è impensabile che un marito tradisca una moglie come Nancy Brilli...
«Mia moglie Silvia è più grande di Nancy e non l’ho mai tradita».

Lei cambia professione, avvocato, ingegnere, cantante di piano bar, ma il suo personaggio è sempre lo stesso...
«Faccio sempre personaggi che molti rifiuterebbero. Però ho il pregio di rendere simpatici i mascalzoni. Diciamo la verità: San Francesco non fa ridere».

Ieri pomeriggio su Rete 4 hanno trasmesso Umberto D, diretto più di mezzo secolo fa da suo papà Vittorio... Quanti l’avranno visto?
«Non lo so, spero tanti. Era il film preferito da mio padre e anche quello che io amo di più».

I gusti degli spettatori sono evidentemente cambiati...
«Sono cambiati gli italiani. Come è cambiato il mondo. Purtroppo si è abbassato il livello culturale. E anche la buona educazione».

Senta, la sua popolarità viene più dagli spot tv o dal cinema?
«Non saprei. Ho girato novanta film. Certo che la pubblicità mi ha fatto conoscere a tutti. È la simpatia del pubblico che mi conquista. Difficile vedere un attore abbracciato dai ragazzi per strada, eppure a me capita».

Davvero pensa di smettere con la pubblicità?
«Per il momento no. Anche se tre anni e un’ottantina di storielle sono tanti».

Una curiosità, è vero che non ha il cellulare?
«No, ce l’ho, ma non lo uso mai. Lo accendo solo per sentire mia madre, Maria Mercader, che ha novantadue anni».

Poi c’è anche il De Sica numero tre, lo showman a teatro. A Milano arriva dopo Natale con il musical Parlami di me...
«La scorsa stagione è stato un grandissimo successo al Sud. Adesso ricominciamo dal Nuovo di Milano il 29 dicembre. E il 31 brinderemo con il pubblico in sala. Poi gireremo per il Nord per finire in maggio al Sistina di Roma e al Politeama di Napoli».

L’hanno scritto Costanzo e Vaime, una strana coppia...
«Sono due ciniconi in apparenza, in realtà hanno una ipersensibilità quasi femminile. Costanzo aveva le lacrime agli occhi dopo la prima di Roma».

Neanche il tempo di tirare il fiato e ricomincia col film di Natale...
«No, probabilmente prima girerò un film prodotto da Domenico Procacci, L’età dell’oro, diretto da Antonello Grimaldi».

Secondo lei papà Vittorio è orgoglioso del suo figliolo?
«Spero di sì. Quando ero giovane eravamo così uniti che ci chiamavano San Rocco e il cane».