De Simone rilancia le «poesie» di Di Giacomo

Roberto De Simone - accompagnato dall’ensemble Suoni del Sud (archi, fiati, mandolini e pianoforte, distribuiti in due gruppi) e contando sulla voce di Antonella Morea, cui fa da corona il Piccolo Coro di Roma; direttore Renato Piemontese - promette per questa sera alla Filarmonica, una carrellata di canzoni napoletane, su versi del grande Salvatore Di Giacomo. Era de maggio di Di Giacomo, musica di Mario Pasquale Costa, dà il titolo al singolare impaginato.
De Simone, studioso, interprete e reinventore del folclore napoletano a cominciare dall’indimenticabile Gatta cenerentola, giunge a Roma a pochi giorni dalla chiusura del Festival della canzone napoletana organizzato all’Auditorium da Gianni Borgna.
Che fa, De Simone, il bis del festival romano?
«Il mio concerto alla Filarmonica è altra cosa dal recital di canzoni napoletane, eseguite una dopo l’altra; semmai ha uno stretto legame con la poesia di Di Giacomo, vissuto in un’epoca in cui, in molte parti d’Europa, fiorirono interessi per lo stile popolare e popolareggiante».
Anche lei però propone canzoni napoletane, seppur limitando il periodo a quello classico.
«La canzone napoletana ha avuto un suo stile fino al secondo dopoguerra, quando la canzone popolare napoletana s’è adeguata alla musica leggera. Anche la tradizione esecutiva classica, per intenderci quella di Sergio Bruni e Giacomo Rondinella, col tempo s’è persa. Alla Filarmonica presento una vera e propria cantata incentrata sulla poesia di Di Giacomo; dico “poesia” e non versi per canzoni a ragion veduta. Con la mia cantata intendo recuperare le lettura poetica dei testi, messi in musica da grandi musicisti».
Com’è articolata questa «Cantata»?
«Il nome della cantata, Era di maggio, deriva da una poesia assai conosciuta, fra le tante bellissime scritte da Di Giacomo; la cantata alterna canzoni a intermezzi strumentali, che costituiscono una specie di continuum nel quale ciascuna canzone va a perdersi. Il tutto riorchestrato con un gusto timbrico e ritmico che nulla ha da spartire con la canzonetta di oggi».
Si ascolteranno Marechiare, E spingole francese e Catari, mentre una ninna nanna di De Simone concluderà la «cantata». Teatro Olimpico, ore 21. Info: 06. 3201752.