De La Tour natalizio: dal Louvre ecco il Caravaggio francese

Con il Natale all’orizzonte, è ripresa anche la stagione delle turnée di capolavori sotto la Madonnina. Dopo Tiziano e Leonardo, è la volta di Georges de La Tour, detto anche il «Caravaggio francese», maestro seicentesco della Renania di cui sono in bella mostra da oggi a Palazzo Marino due grandi opere dedicate all’Avvento provenienti dal Louvre: «L’adorazione dei pastori» e il «San Giuseppe Falegname». L’esposizione, organizzata da Eni con la collaborazione del Comune di Milano (catalogo Skira) sarà a disposizione dei milanesi nella sala Alessi fino all’8 gennaio. Tema natalizio, si diceva, per un artista che nello studio della luce aveva ben poco da invidiare al Merisi e che ha anzi la particolarità di fondere armoniosamente la tradizione cavaraggesca a quella fiamminga. Suggestive e misteriose queste opere allestite in una grande parete a onda intonacata in calce e argilla, progettata da Elisabetta Greci. L’«Adorazione», opera probabilmente commissionata dai cittadini di Lunéville nel 1644 per dare il benvenuto al nuovo governatore, risponde a un modulo di rappresentazione: quello del ritratto di gruppo. Era infatti in uso allestire sacre rappresentazioni alle quali, come ancora oggi nel presepe vivente, prendevano parte diversi attori-cittadini. Da sinistra a destra si riconoscono Maria Vergine, un pastore con i baffi che stringe in mano un bastone e porta in braccio un agnellino, un pifferaio che si sta per togliere il cappello in segno di rispetto, una nutrice che con le due mani stringe la zuppa per la puerpera e, infine, all’estrema destra, San Giuseppe che fa da contraltare alla figura della Vergine e tiene in mano una candela, con la quale illumina la scena. La luce, tuttavia, proviene anche miracolosamente dal fanciullo che riposa nella mangiatoia avvolto nelle fasce, e dal quale si sprigiona un bagliore divino. Il «San Giuseppe» mostra invece una scena notturna in cui si confrontano due figure: un fanciullo e un vecchio a capo chino. Si tratta del San Giuseppe falegname che nel dipinto di Georges de La Tour è assistito da un attento e curioso Gesù bambino. Nella simbologia del dipinto un chiaro riferimento alla croce, sulla quale si giocava la salvezza del mondo secondo il Cattolicesimo. La luce emanata dal volto del bambino, simbolo dell’incarnazione divina, rischiara la fronte corrugata di Giuseppe. La mostra prosegue, ormai nel solco della tradizione, la partnership fra Eni, Louvre e Comune di Milano, testimoniando ancora una volta l’impegno della multinazionale guidata da Paolo Scaroni nel campo della cultura: «Continuiamo la tradizione di offrire ai milanesi una mostra in questo periodo così importante per la città», ha detto l’ad di Eni, Paolo Scaroni, che ha ricordato come negli anni quest’occasione sia cresciuta, passando «dai 140mila visitatori per Caravaggio ai 190mila per Tiziano». «Siamo molto contenti di questa nostra attività sul piano culturale e l’idea di aver costruito una tradizione nel centro di Milano è un motivo di grande orgoglio», ha continuato il manager, che ha poi indicato fra i motivi di successo dell’iniziativa la scelta di «opere straordinarie», che quest’anno si fa «audace, perchè de La Tour non è famoso come Tiziano o Caravaggio».