De Villepin: «Hp licenzia? Restituisca gli aiuti pubblici»

Alberto Toscano

da Parigi

Un appello al «patriottismo economico» è stato lanciato ieri dal primo ministro francese Dominique de Villepin. Ma il destinatario del proclama nazionalista non è un gruppo bianco, rosso e blu. Stavolta si tratta dell'americana Hewlett-Packard, che ha varato un programma di tagli in giro per il mondo e soprattutto in Francia, dove dovrebbero saltare 1.240 posti di lavoro. Il presidente della Repubblica Jacques Chirac ha già chiesto l'intervento della Commissione europea allo scopo di proibire - o comunque limitare - i tagli di Hp, ma il presidente José Manuel Durao Barroso gli ha risposto picche : «Non tocca a noi di Bruxelles occuparci di questo dossier». Adesso il primo ministro Villepin, che di Chirac è il braccio destro, gioca la carta del «patriottismo economico», affermando che Hp non può ridurre il personale in Francia senza restituire i quattrini ricevuti anni fa, al momento della sua installazione, sotto forma di aiuti pubblici.
La polemica spacca il centrodestra francese e il partito di maggioranza, l'Union pour un Mouvement populaire (Ump). La corrente liberale che fa capo a Nicolas Sarkozy (ministro dell'Interno e presidente dell'Ump), ha respinto la logica statalista di Villepin. Il senatore François Fillon, molto vicino a Sarkozy, ha detto che nessuna legge può essere fatta per costringere un gruppo straniero a restituire - in caso di ristrutturazione - gli aiuti ottenuti sotto forma di vantaggi nell'acquisto dei terreni e di contributi economici. Secondo Fillon, la sola idea di fare una legge del genere sarebbe controproducente, visto che spingerebbe i capitali stranieri a evitare il suolo francese.
Lo sa anche il primo ministro Villepin, che evita ormai di parlare di legge, limitandosi a dire: «Sarebbe normale rimborsare gli aiuti» in caso di ristrutturazione e di tagli al personale. Questo concetto di normalità è evidentemente assai vago: se il governo pensa che i gruppi stranieri debbano rimborsare lo Stato francese, deve varare una legge ad hoc; altrimenti deve rinunciare a questo genere di pressioni. Ma Villepin non rinuncia affatto e chiede agli americani di comportarsi come dei buoni patrioti francesi.
L'appello lanciato ieri da Villepin al «patriottismo economico» fa seguito all'approvazione, mercoledì scorso in Consiglio dei ministri, di un altro disegno di legge: quello per bloccare le scalate ostili degli stranieri a una serie di gruppi francesi. Decisamente questa è a Parigi la settimana del nazionalismo in economia. Il disegno di legge del 21 settembre modifica in senso restrittivo le regole transalpine del dell'Opa. L'antefatto risale al mese di luglio, quando Villepin si è schierato contro una possibile scalata straniera (si è parlato degli americani di Pepsi) sul gioiello agroalimentare nazionale Danone. Adesso, mentre continuano a circolare voci circa una possibile Opa ostile su Danone, Parigi rifiuta di adeguarsi alla normativa europea in materia e rafforza anzi gli strumenti politici per bloccare gli assalti indesiderati ad alcune imprese nazionali (che dal canto loro profittano spesso e volentieri della deregolamentazione in atto nel resto del mondo).