MA DEAGLIO SI BASA SU TESI IRREALI

Ringrazio il professor Cofrancesco per la sua cortese replica. Cofrancesco - peraltro ottimo interprete dell’anima liberale in un Secolo XIX troppo spesso sbilanciato a sinistra, nonostante la libertà di pensiero di Lanfranco Vaccari e dello staff che guida il giornale - cita Benjamin Constant e la libertà di stampa. Ma proprio qui, a mio parere, sta il punto: fa parte della libertà di stampa dire sciocchezze? Se io espongo una tesi manifestamente infondata - infondata fin dalla premessa principale, infondata a tal punto da trasformare chi la formula da accusatore ad accusato - ho diritto di infangare pubblicamente qualcuno in nome della libertà di stampa? E, soprattutto, non devo informare i miei lettori del fatto che quel signore dice sciocchezze?
Ecco, io credo che siamo proprio di fronte a uno di quei casi in cui non solo bisogna solo dirlo, ma urlarlo. Mettere in dubbio i risultati elettorali - cioè la base e l’anima della democrazia - è qualcosa di talmente grave che deve essere supportato non da una, ma da centinaia di prove. E parlare di brogli informatici quando gli unici dati validi sono quelli cartacei è una leggerezza imperdonabile. Così come è ancor più grave il fatto che la Rai e alcuni politici dell’Unione abbiano dato credibilità a questa roba. Ma un falso, anche ripetuto da più persone, resta un falso.
Per come la intendo io, la libertà di stampa è la forza di scrivere queste cose. Non altro.